In questa sezione potrete trovare notizie storiche approfondite (suddivise
secondo le tradizionali età storiografiche) riguardanti Vicopisano
ed il suo territorio dall'età medievale fino ai nostri giorni.
Si potrà seguire lo sviluppo incessante che il nostro paese ha
subito durante i secoli, le trasformazioni dell'ambiente circostante,
gli sviluppi politici di cui è stato protagonista.
Clicca a sinistra sul periodo del quale vuoi avere notizie dettagliate.
Qui di seguito riportiamo anche alcune brevi notizie relative al periodo
di maggiore importanza del Castello di Vicopisano.
Per meglio comprendere l'importante ruolo svolto da Vicopisano nel corso
dei secoli, sarà utile un rapido accenno alla situazione idrografica
che questa zona aveva sino alla metà del XVI sec.
Vicopisano sorgeva su un colle alla confluenza di due importanti corsi
d'acqua: l'Arno, che consentiva il collegamento con Pisa ed il
mare e l'Auser che metteva in comunicazione con il Lago di
Sextum, e quindi con la Lucchesia.
Appare quindi più chiara la sua importanza strategica oggi difficilmente
intuibile a causa dei numerosi interventi di bonifica succedutisi nei
secoli. E' probabile che il colle di Vicopisano fosse già abitato
in epoca etrusca, visti i recenti ritrovamenti in varie località
del comune di ceramica databile a partire dal V sec. a.C.
Certo è che in epoca Alto Medievale (X sec.) nella zona vi erano
proprietà dei Marchesi Obertenghi, che con tutta probabilità
costruirono sul colle il Castello di Auserissola.
Il Castello offriva riparo in caso di pericolo, ma consentiva anche
un più facile sviluppo dei commerci e degli scambi, per tale
motivo attrasse la popolazione del borgo di Vicus (l'antico insediamento
non difeso posto ai piedi del colle, nei pressi della Pieve di S.Maria),
che iniziò a risiedere all'interno del Castello facilitandone
in questo modo lo sviluppo.
Quando gli Obertenghi si disfecero dei loro possessi in Toscana, Vicus
Auserissola (toponimo che indica l'ormai avvenuta fusione dei due
siti) venne acquisito dai Vescovi di Pisa (XI sec.).
All'autorità vescovile, che aveva ampi possedimenti nella zona,
ed in particolare sulla sommità del colle, si sostituì
a partire dal XIII sec. la potente Repubblica Pisana che rese Vicopisano
pedina fondamentale nell'organizzazione militare del suo contado rendendolo
nel 1230 sede di Capitania.
In questo periodo Vicopisano partecipò attivamente alle fortune
marinare della classe dirigente pisana, venendo presto ad accogliere
tra le proprie mura un ceto di ricchi mercanti che iniziò a costruire
case e torri, facendo assumere a Vico l'aspetto di una vera e propria
piccola città. La fine del XIII sec. segnò però
l'inizio del declino di Pisa, contrastata per mare da Genova e per terra
da Firenze e Lucca.
Per sopportare la pressione dei nemici Vicopisano fu ulteriormente fortificato
e dotato di una Rocca (1330). Il Castello riuscì a respingere
gli assalti nemici sino al 1406, anno in cui Vico, e successivamente
Pisa, caddero per la prima volta in mano di Firenze.
La nuova padrona sfruttò a proprio vantaggio la buona posizione
del borgo, adottando per esso una politica diversa da altri centri della
zona di cui furono smantellate le difese militari; Vico invece fu rifortificato
seguendo il progetto di Filippo Brunelleschi, che lasciò un'impronta
indelebile nelle fortificazioni vicaresi costruendo la Rocca Nuova
(1434).
Vicopisano, salvo brevi periodi (1494-1498 e 1502-1503) rimase possesso
di Firenze, che ne perpetuò il ruolo amministrativo che già
aveva sotto Pisa, rendendolo sede del Vicariato del Valdarno Inferiore,
una suddivisione amministrativa del territorio pisano che comprendeva
una zona molto vasta.
Il periodo d'oro del borgo era però inesorabilmente passato,
in quanto ben presto iniziò la lenta trasformazione che ha portato
Vicopisano all'aspetto attuale.
La mutata situazione politica (la formazione del Granducato di Toscana),
ma soprattutto la deviazione del corso dell'Arno, portata a compimento
nella seconda metà del XVI sec. con l'intento di migliorare la
situazione della zona, modificò radicalmente l'ambiente, determinando
la trasformazione dell'antica fortezza in centro agricolo.
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