Il
Monte Pisano é un acrocoro che, come propaggine meridionale
delle Alpi Apuane, si estende per 15.000 ha. a nord dell'Arno, superficie
ripartita in parti uguali tra la provincia di Lucca a nord, e la provincia
di Pisa a sud.
Amministrativamente la superficie è altresì ripartita
tra 6 Comuni: Lucca (3020 ha.), Capannori (4450 ha.) della
provincia di Lucca; Buti (2120 ha.) Vicopisano
(1400 ha.) Calci (2220 ha.) e San Giuliano Terme (1990
ha.), interessando marginalmente anche Bientina e Calcinaia, della provincia
di Pisa. Ripartizioni dalle quali si conferma una superficie complessiva
dellarea pisana di 7730 ha. e dellarea lucchese in 7470
ha.
Il territorio disegna una figura irregolare che si allunga da nord-ovest
a sud-est per lunghezza massima (da Ripafratta a Cascine di Buti di
circa 21 km) e una larghezza minima di Km. 7,5 da San Giuliano a Pontetetto.
Per la sua dislocazione geografica - latitudine nord 43° 41
e 43° 50' longitudine est 28° 4' 28 e 28° 15' 4
- gode del privilegio di trovarsi in una zona climatica particolarmente
felice, anche se i due versanti si differenziano abbastanza nettamente
Delimitato dal corso dellArno a sud, dal corso del Serchio a ovest,
dallalveo dellantico Lago di Sesto a oriente e dalla Pianura
Lucchese a nord, il Monte Pisano gode di una dislocazione ben precisa
dal punto di vista geografico e da quello panoramico e paesaggistico.
Infatti, mentre a nord consente di spaziare sul preappennino della Garfagnana
e della Val di Nievole, a ovest la prossimità della costa tra
Viareggio e Livorno consente di spingere lo sguardo per tutto lorizzonte
marino dalla penisola di Lerici fino alle isole dellArcipelago
Toscano, dalla Gorgona alla Capraia.
E mentre a mezzogiorno oltre la Pianura Pisana, consente di scorgere,
in successione, le Colline Livornesi, le Colline Pisane e le Colline
Metallifere ad oriente, al di là dellantico alveo del Lago
di Bientina, per il solco dellArno, lo sguardo può spingersi
nellantico istmo del Monte Albano fino al Monte Morello che sovrasta
Firenze.
E nellacrocoro che si possono riconoscere rilievi e cime particolari,
come Monte Serra (m. 917 s.l.m.), il Monte Cascetto (m.
900), lo Spuntone di Santallago (m. 870), il Monte Faeta (m. 829), il
Verrucchino (m. 766).
Nessuno dei sei Comuni che se ne ripartiscono la superficie, estende
la sua giurisdizione per intero sul Monte Pisano, perché sono
interessati allarea montana, in proporzione diversa: così,
a fronte di Comuni come Buti che estende la sua giurisdizione sul monte
per il 92%, Calci per l88% e Vicopisano per il 52%, gli altri
tre Comuni hanno sul Monte questa preva lenza territoriale: Capannori
per il 28%, San Giuliano Terme per il 22%, Lucca per il 16%.
A siffatta situazione corrisponde una diversa distribuzione demografica,
specie in seguito al progressivo fenomeno di spopolamento, quale è
venuto a determinarsi negli ultimi cinquantanni, allorché,
anche in ragione del diverso orientamento economico delloccupazione
e allabbandono delle aree montane ha corrisposto - sia pure in
forma discontinua - un progressivo aumento delloccupazione industriale
nel piano.
Un fenomeno che ha assunto proporzioni tali da determinare uno squilibrio
in senso negativo non solo tra i nuclei abitati (con punte del 30%),
ma, in particolare, tra le case sparse (fino al 70% e più), col
"vuoto demografico" determinando oltre che labbandono
di estese aree montane, quello di alcune migliaia di case, molte delle
quali destinate alla rovina.
Un fenomeno a cui, negli ultimi tempi, negli anni Settanta e Ottanta,
ha corrisposto quello, inverso, delle "seconde case" e quello
degli "hobbisti", di coloro, cioè, che nella casa di
campagna e nellattività agricola, magari anche per motivi
di salute, hanno inteso scoprire una attività complementare a
quella esercitata nel piano, negli uffici o nellindustria.
(testo
ed immagini tratti dal libro "Monte Pisano" di Giuseppe
Caciagli, edito da Arnera Edizioni - Pontedera, 1997)