PALAZZO DEL COMUNE GIÀ DELLA CANCELLERIA
 
Il Palazzo del Vicario fu l'unica sede amministrativa nel castello di Vicopisano fino agli ultimi decenni del '600, fino a quando cioè gli uffici del cancelliere non si insediarono nelle strutture edilizie oggi comprese nel Palazzo Comunale.
La podesteria di Vicopisano, in quanto circoscrizione minore, fin dal XVI sec. non aveva podestà perché il vicario riuniva in sé, per tutta la circoscrizione anche la giurisdizione civile, altrove attribuita al podestà. Come era tipico per ogni comune del vicariato, tuttavia, Vicopisano aveva un sindaco, il quale partecipava alle riunioni del Palazzo del 
Vicario, ed era coadiuvato nel proprio ufficio da un camarlingo, addetto all'amministrazione finanziaria, e da un cancelliere.
Il cancelliere, che veniva eletto annualmente, nel periodo di indipendenza, dai governatori e, successivamente, sotto la dominazione fiorentina, dai vicari, non doveva provenire dalla podesteria.
Le sue mansioni, abbastanza ampie, comprendevano, tra l'altro, la custodia della documentazione dell'archivio, la vendita dei proventi della podesteria, l'occuparsi delle tratte degli ufficiali, la cura degli estimi e la conservazione degli statuti.
In pratica, il cancelliere era l'unico ufficiale del comune che essendo forestiero aveva necessità di una sede stabile per l'ufficio e di un'abitazione nel castello di Vicopisano.
Da alcuni ricordi rimasti nell'archivio locale risulta che il comune, non avendo fino al '600 una sede propria per il cancelliere, usufruiva periodicamente di una casa in affitto (...). Le riunioni degli ufficiali della podesteria si svolsero fino a tutta la prima metà del XVII sec. nel Palazzo del Vicario, mentre dopo il 1661 ebbero luogo nella «casa del cancelliere» o «Cancelleria».
 
Il Palazzo della Cancelleria risulta, quindi, utilizzato come sede delle magistrature civiche da circa tre secoli; ma la sua struttura è molto più antica, formatasi in varie riprese (...) La sua presenza è mensionata per la prima volta solo nel 1782 in occasione della descrizione dei confini dei beni di un signor Datini, abitante nel castello.
(...)
 
Altri documenti della stessa epoca ci fanno capire che l'oggetto in vendita non era comunque un edificio omogeneo, ma, oltre alla casa menzionata, allora in buone condizioni, comprendeva anche strutture in semirovina e prive del tetto.
Dalla lettura della planimetria ottocentesca del Palazzo risulta, infatti, che esso era composto sostanzialmente di due corpi diversi tipologicamente e cronologicamente: uno confinante con la torre e con la porta d'ingresso al paese (...) e l'altro affiancato a quello precedente a lato est, di altezza minore. Le due torri, che oggi fanno parte del complesso comunale, furono acquistate in un secondo tempo, attorno all'anno 1665 mentre quella a nord è venuta a far parte del palazzo solo dalla metà dell'800.
 
L'ediziofio formatori nel periodo tra la seconda metà del '600 e per tutto il '700 è illustrato dalle due piante della Cancelleria (...) ambedue eseguite in occasione dei lavori previsti nel 1814.
 
Il Palazzo si sviluppa attorno ad un cortile, presso cui sono situate le stalle e i magazzini, ed è dotato di una grandiosa scala esterna a due rampe collocata sul lato est.
L'ubicazione del Palazzo della Cancelleria presso la via che va al Pretorio e che costeggia il convento di San Francesco non è da considerare casuale: la sede comunale nella via più importante del paese, risulta, infatti, essere situata in un polo opposto al Palazzo Pretorio, quasi come un suo pendant, sottolineando così il ruolo di asse viario del castello (...)
 
L'esistenza delle mura castellane e della porta d'accesso al castello presso la Cancelleria risulta, del resto, 
confermata varie volte nei documenti fino agli ultimi decenni del '700. Solo nel 1782 con Motuproprio del 24 novembre, si ordinava la distruzione di alcune parti delle mura urbane, ivi compresa la «demolizione delle mura castellane di Vico non escluso l'arco alla Porta e muri per una parte contigui alla Cancelleria e per altra alla casa dei signori Francesco e Fratelli Baroni» (ACV, f. 19, cc. 82-83, maggio 1782). «Per rendere maggior aria alla Cancelleria... demolire questo arco nella larghezza ed altezza dei pilastri» (Ibidem) - in questo modo viene argomentata la distruzione delle strutture difensive medievali di Vicopisano, delle quali oggi si vede solo un piccolo frammento attaccato alla torre della Cancelleria e sporgente verso la strada.
(...)
 
Le due torri gemelle, che fanno parte del complesso della Cancelleria, nella zona bassa costruite in pietra silicea e in quella alta in mattoni, sembrano precedere cronologicamente la suddetta cinta muraria trecentesca. Anche il confronto stilistico con le altre torri del paese, come la «torre reale» o quella «dell'orologio», conferma, infatti, questa ipotesi.
(...)
 
L'edificio tardo-settecentesco serviva come ufficio e come abitazione del cancelliere; a questi usi corrispondeva la divisione in due parti indipendenti, dotate di singoli accessi. La monumentale scala a due rampe introduceva principalmente nella stanza d'udienza situata al primo piano, dalla quale tramite una scaletta interna, si accedeva 
all'archivio. L'altra scala coperta, situata presso il lato sinistro dell'edificio, collegava, invece, il piano terra con il primo e il secondo piano, ambedue destinati ad abitazione.
(...)
 
Dopo piccoli restauri, eseguiti nel 1806 e nel 1807 ("), meritano di essere menzionati alcuni lavori di ristrutturazione dell'edificio avviati nel 1814 per migliorarne la distribuzione.
(...)
 
Per rendere la facciata regolare e omogenea furono ampliate e uguagliate anche tutte le finestre del primo piano, inserendone altre due nella zona corrispondente al vecchio terrazzo del secondo piano.
Tra i lavori ottocenteschi più significativi si pone l'ampliamento del palazzo con «l'avanzo di una torre antica all'altezza di circa Braccia 18 o 20, computati i 2 sproni lasciati dalle parti laterali fino alle sommità del tetto» (ACV, f. 27, c. 102), confinante al nord con la Cancelleria.
 
Oggi, l'edificio rispetta sostanzialmente la planivolumetria ottocentesca, anche se nel tempo ha subito alcuni inevitabili cambiamenti, tra cui di particolare rilievo appaiono le ristrutturazioni interne concentrate soprattutto al primo piano.
Il Palazzo, di mole compatta ma forata da sobrie aperture, racchiude tuttora un insieme di strutture medievali (pur differenti fra loro), seicentesche e ottocentesche, la cui lettura potrebbe essere approfondita da un futuro restauro.
 
 
Testo tratto da 'Palazzo Pretorio e Palazzo Comunale di Vicopisano: note e contributi' di Ewa Karwacka Codini
Pisa : Pacini Editore, 1988