IL MONASTERO DI SAN MICHELE ALLA VERRUCA

I resti del Monastero di San Michele Arcangelo detto "alla Verruca" per la vicinanza con  l'omonima fortezza si trovano ai piedi della vetta su cui sorge la fortezza, sono stati oggetto di un'indagina archeologica diretta dal dal Prof. Sauro Gelichi dell'Università "Cà Foscari" di Venezia, in collaborazione con l'Archeoclub di Pisa ed i Comuni di Vicopisano e Calci, che hanno chiarito le principali fasi storiche di questo sito, dal monastero benedettino noto a partire dal tardo X secolo sino all'abbandono del tardo XV sec. in seguito alla guerra tra Pisa e Firenze.

Gli scavi archeologici hanno evidenziato come il monastero sia stato realizzato in un'area dove le fonti scritte ricordano l'esistenza di una cappella privata almeno dal secolo IX. Lo scavo ha consentito di individuare l'area occupata dal complesso monastico e di mettere in evidenza i resti della chiesa abbaziale, del chiostro e degli ambienti annessi (sala Capitolare, cucine, refettorio, strutture di servizio e magazzini). Lo studio ha inoltre individuato ed evidenziato la lunga sequenza insediativa (dal medioevo all'età moderna), ha analizzato le tecniche costruttive e dei manufatti e i resti osteologici umani e animali presenti.

Per arrivare agli scavi ed alla fortezza della Verruca, basta proseguire dalla Piazza Cavalca di Vicopisano lungo la strada che passa davanti alla Chiesa di S. Maria, sorpassare il ponticello sul Rio Grande, e dopo un centinaio di metri imboccare la Via della Verruca che inizia sulla sinistra. Per raggiungere il Monastero si dovranno percorrere circa 5-6 Km di strada (dei quali più della metà non asfaltata), ma una volta giunti sul luogo la bellezza dell'ambiente e la stupenda vista ripagherà della scarsa comodità del viaggio.

 

STORIA

Fondato, secondo la tradizione , sul finire dell'anno Mille dal Marchese Ugo di Toscana che, in seguito ad una visione mistica, decise "pro remedio animae sue" di far costruire sette chiese tra le quali la nostra. Dall'analisi delle fonti documentarie appare però chiaramente quanto questa credenza sia infondata, in quanto la chiesa risulta già citata nell' 861, poichè già in quell'anno si ha infatti la prima la prima menzione di una "... Ecclesie et rebus meis illis in locho Verruchula, chujus vocabuli est beati S.Angeli...".

Altro documento è quello dell'anno 913 "...Ecclesia illa cui vocabulum est beatissimi S.Angelis sita loco ubi vocitatur Veruchula...". Da tale documento però non si ricavano ulteriori informazioni, cosa che accade invece con il documento del 4 maggio del 996 nel quale all'appellativo di Chiesa si aggiunge quello di "Monasterio ", segno di un'evoluzione sia in senso strutturale che d'importanza. Probabilmente si può pensare all'intervento del Marchese Ugo come ad un intervento di donazione di nuovi beni o concessione di privilegi che avrebbero permesso alla chiesa di evolversi in Abbazia e di acquistare quindi un maggior prestigio.

Per giustificare la presenza di ruderi così imponenti in una zona che attualmente è lontana da qualsiasi forma di insediamento, bisogna riandare con la mente periodo della sua fondazione (X sec) quando la zona era situata lungo le vie montane che dalla pianura pisana portavano verso il versante lucchese del Monte Pisano. Si trattava quindi di una zona di passaggio, lontana sì da Pisa, ma non periferica come è attualmente. Bisogna poi dire che il Monte Pisano è stato, fin dai secoli immediatamente posteriori alla diffusione del cristianesimo, luogo eletto per lo stanziamento degli eremiti, che in una sorta di disprezzo della gente corrotta, si ritiravano in solitudine a pregare. Molto spesso le cappelle erette per ricordare questo o quell'eremita (che spesso moriva "in odor di santità") divenivano successivamente sede di insediamenti più consistenti. Sicuramente la presenza di un'abbazia sul monte testimonia una vitalità dellla zona che solamente col XV sec. iniziò a perdere di importanza.