La pieve di San Giovanni Evangelista si trova a San Giovanni alla Vena nel comune di Vicopisano.

Incerta è la sua data di fondazione, la prima attestazione è in un documento del 975 in cui è intitolata ai SS. Giovanni Battista e Pietro Apostolo. Originariamente sorgeva nei pressi dell'attuale via Provinciale ma venne interamente ricostruita più  a monte nel 1590-93, probabilmente nel luogo attuale,  dopo i danni provocati da una piena dell'Arno. La chiesa odierna è però il risultato di una ulteriore riedificazione, avvenuta nel 1828-40. La facciata è tripartita in due tozzi avancorpi laterali corrispondenti alle navate minori e in uno centrale. Il campanile è stato rialzato nel 1851. L'interno è a tre navate divise da pilastri, sormontate da una volta a botte.
 
All'interno conserva numerose opere d'arte. Nella navata sinistra una Annunciazione di Giovanni Agostino Guidetti (1770). Sull'altare maggiore una Croce dipinta di Enrico di Tedice (XIII sec.); nel coro due tele settecentesche raffiguranti la Fede e la Carità, e una Madonna in trono con i SS. Giovanni e Stefano (XVI sec.), che reca in basso una veduta di S. Giovanni alla Vena. Nella navata destra vi sono una Madonna col Bambino del 1686, una statua rinascimentale in legno dipinto di S. Lucia, un Crocifisso ligneo di Andrea Mattei del 1730, e un settecentesco S. Matteo, della cerchia di Giovan Battista Tempesti. La chiesa conserva poi un frammento ligneo di un Angelo annunziante della bottega di Nino Pisano e, in canonica, un dipinto su muro settecentesco raffigurante La Visione di S. Giovanni a Patmos, dell'ambito del Tempesti.
 
La Croce lignea è della metà del XIII secolo, ed è attribuita con sicurezza ad Enrico di Tedice, autore di altre deposizioni del genere in area pisana. La croce è realizzata con una tecnica molto particolare e laboriosa, la "tempera su tavola", una tecnica pittorica che si contraddistingue per impiegare come legante dei colori sostanze quali l'uovo o la colla animale. Essa è usata pressoché esclusivamente nel medioevo e fino a tutto il Trecento, ma in Italia centrale sopravvive anche nel XV secolo. E' di norma realizzata su supporto ligneo, che in Italia è quello più largamente adottato fino a tutto il Quattrocento.