Firmato a Calci il protocollo per la Comunità del bosco del Monte Pisano

Posted on: Mar, 05/03/2019 - 19:35   By: caroti
Firmato a Calci dalla Regione Toscana – rappresentata dal Presidente Enrico Rossi e dall'Assessore all'Agricoltura Marco Remaschi– dai Sindaci dei Comuni di Calci, Vicopisano, Buti, Vecchiano e San Giuliano Terme e dall'Unione montana dell'Alta Val di Cecina il protocollo che entro un anno porterà alla nascita della 'Comunità del bosco del Monte Pisano'.
 
Il protocollo promuove il lavoro integrato tra soggetti che operano sulla stessa area per presidiare il territorio, garantire l'uso sostenibile della foresta e la salvaguardia idrogeologica, accrescere la biodiversità e la produttività, diminuire il rischio di incendi, con evidenti benefici ecologici, economici e sociali. 
 
Nell'occasione sono stati presentati  alcuni dati che riepilogano il lavoro svolto fino ad oggi per la messa in sicurezza del Monte Pisano a seguito dell'incendio di fine settembre 2018 e un breve documentario che racconta quanto avvenuto: le fiamme, lo spengimento, la realizzazione delle opere di salvaguardia, la rinascita.
 
Le Comunità del bosco - previste dalla normativa regionale in ambito forestale  - nascono proprio con l'obiettivo di avviare un processo partecipativo tra enti pubblici e soggetti privati al fine di fare crescere sul territorio la consapevolezza e di coinvolgere la collettività nella gestione attiva del patrimonio boschivo, per avviare processi di recupero e miglioramento ecologico, oltreché per prevenire il dissesto idrogeologico e gli incendi boschivi.
 
"Siamo di fronte a un intervento straordinario - ha detto il Presidente Rossi - fatto prima di tutto dai lavoratori che hanno risistemato qualcosa come 200 chilometri di griglie di contenimento e regimazione delle acque, portato via tutto il legname bruciato. Ci sono tutte le condizioni perchè il bosco si riprenda. Ora dobbiamo fare ulteriori interventi di selezione della crescita per impedire quello che i tecnici chiamano "effetto insalata", ovvero una crescita disordinata, per fare in modo che il bosco si caratterizzi com'era in precedenza, con l'ordine che devono avere i boschi coltivati e ben strutturati Da un'esperienza drammatica abbiamo capito come dove e quando intervenire. La comunità di bosco mette insieme enti pubblici e privati, per dettare regole comuni per curare e tenere il bosco nel modo migliore possibile, aiutando così a prevenire incendi e regimare acque, salvaguardando la valle, cosa particolarmente importante in una fase delicata di cambiamenti climatici". 
"Grazie all'intervento della Regione siamo scesi in campo subito per la messa in sicurezza, già pochi giorni dopo l'incendio c'erano 50 operai forestali a lavorare sul monte" _ ha sottolineato il Sindaco di Calci Massimiliano Ghimenti _ con i fondi del Fai abbiamo intenzione di acquistare mezzi per effettuare manutenzione diretta e fare ancora più interventi di mitigazione del rischio, ma occorre coinvolgere i privati. E' un onore ospitare la prima comunità del bosco della Toscana, anche se a seguito di una disgrazia, con l'obiettivo di mettere insieme tutti gli interessi possibili sul monte, da quelli dei proprietari a quelli delle aziende, fino a quelli delle realtà associative che amano vivere il monte".
 
Sulla base di questo accordo i firmatari:
- promuoveranno la partecipazione di tutti i soggetti del territorio nella gestione attiva del bosco;
- favoriranno le forme di aggregazione tra i piccoli proprietari forestali, al fine di creare unità gestionali che consentano una migliore pianificazione del territorio;
- pianificheranno un modello di gestione integrato e finalizzato allo sviluppo sostenibile e alla valorizzazione di tutte le funzioni del bosco.
 
La Regione Toscana affiancherà i Comuni e l'Unione montana in questo percorso, aiutandoli a sensibilizzare la collettività e le imprese.
 
Calci, Vicopisano, Buti, San Giuliano Terme e Vecchiano sono Comuni con un elevato coefficiente di boscosità, caratterizzati da boschi a prevalenza di pino marittimo misti con latifoglie (castagno in quota, leccio nelle zone più basse), ontani e salici. Sui Monti Pisani è presente anche uno dei 53 complessi del Patrimonio agricolo forestale regionale (Pafr). Una superficie di 660,98 ettari di elevato valore ambientale e paesaggistico che insistono sui territori dei Comuni di Calci, Buti e Vicopisano.
 
Numeri dell'incendio del Monte Pisano di fine settembre 2018
 
L'incendio: 1150 ettari bruciati (1000 ettari di bosco, 150 di colture agricole).
Perimetro dell'incendio: 26 km
Tre Comuni coinvolti: Calci (75%), Vicopisano (24%) e Buti (1%)
700 abitanti evacuati, nessuna vittima.
580 squadre impegnate tra spegnimento, bonifica e controllo dell'area
1350 persone tra operai forestali, volontari antincendi boschivi (AIB) e Direttori delle Operazioni AIB
50 autobotti
500 pick up attrezzati Anticendi Boschivi
12 mezzi aerei: 5 elicotteri della flotta regionale, 5 canadair e 2 elicotteri della flotta nazionale inviati dalla Protezione Civile Nazionale.
Tutte le forze in campo sono state coordinate dalla Sala Operativa Regionale. Fondamentale il supporto dei Vigili del Fuoco, di mezzi e operatori delle Forze dell'Ordine e dell'Esercito e dei mezzi di soccorso sanitario.
 
Salvaguardia e messa in sicurezza
200 km di graticciate e palizzate realizzate
5,3 km di fossi di guardia;
200 briglie/traverse posizionate sui principali impluvi;
sistemati 12 km di viabilità forestale;
ripristino e messa in sicurezza strada provinciale;
18.000 ore di lavoro complessive. 
Nel primo lotto di lavori (da ottobre a gennaio) 7 cantieri; 5 tecnici forestali della Regione Toscana; 50 operai in media al giorno; 77 giornate di lavoro da ottobre a gennaio. 9 tecnici del Consorzio di bonifica 4 Basso Valdarno Nel secondo lotto di lavori (da gennaio a fine maggio) 2 tecnici forestali della Regione Toscana; 3 cantieri; 15 operai al giorno.
 
Impegno finanziario della Regione Toscana
Totale 1.5 milioni di euro: 300.000 euro per interventi urgenti di soccorso; 300.000 euro per interventi di ripristino del reticolo idraulico; 800.000 euro per interventi di salvaguardia e messa in sicurezza delle aree coinvolte; 90.000 euro per le attività straordinarie di tecnici, direttori delle operazioni AIB e operai forestali; 10.000 euro per spese relative all'attività eccezionale del personale di volontariato antincendi boschivi.
Nel 2019 sono stati destinati inoltre 155.00 Euro per garantire il mantenimento degli interventi realizzati e il proseguimento degli interventi di salvaguardia (previsti entro il maggio 2019).
 
 
 
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