8 marzo con Liana Millu

Posted on: Lun, 06/03/2017 - 11:13   By: caroti

Inizia con un incontro che ha al centro Liana Millu il Marzo delle Donne, organizzato dal Consiglio per le Pari Opportunità di Vicopisano con il patrocinio del Comune di Vicopisano.

Mercoledì 8 marzo alle 17.30 il professor Giovanni Ranieri Fascetti, del Gruppo Culturale Ippoluto Rosellini, leggerà alcune pagine dei libri e delle opere di questa donna straordinaria, nata a Pisa nel 1914 e morta a Genova nel 2005. Partecipazione libera e gratuita. Cliccando qui è possibile visualizzare il programma completo del Marzo delle donne - Libere dalle paure

Scrittrice, insegnante, giornalista, Liana perse il suo lavoro a causa delle leggi razziali e divenne membro della Resistenza distinguendosi in azioni e comportamenti complessi e pericolosi. 

Entrò nell'Organizzazione Otto e il suo compito era quello di mantenere i collegamenti tra i campi alleati, con gli inglesi, gli americani e con i prigionieri inglesi provenienti dai Lager. L'attività dell'Organizzazione iniziò l'8 settembre del 1943, quando una parte degli italiani prese le distanze dal Reich. I collegamenti erano molto avventurosi e ricchi di difficoltà. 

Fu arrestata a Venezia nel marzo del 1944 e fu deportata ad Auschwitz - Birkenau. Riuscì a sopravvivere alla violenza del campo, dedicando poi la sua vita alla trasmissione della memoria. Donna fuori dal comune, con una grande vis comunicativa. 

Il primo libro, Fumo su Birkenau, raccoglie sei storie di donne, le compagne di Birkenau accanto alle quali ha vissuto. Sopravvivere è tutto, ma non per tutte. Ci sono donne che scelgono di morire a modo loro, testimoniando così la propria libertà di fronte all'orrore nazista che voleva ridurle a un numero e togliere loro tutto. Ci sono donne che scelgono di testimoniare fino in fondo una speranza disperata. Commoventi i racconti che riguardano le due madri, la maternità riesce a riportare attimi di equilibrio e amore anche in quel campo in cui tutto parla di morte. 

Liana Millu scrisse poi I ponti di Schwerin. "Due cose mi hanno spinto a scrivere questo libro. In primo luogo il ritorno dal Lager. Ma era altrettanto importante per la rappresentazione di una giovane donna che aveva vissuto settanta anni fa e che aveva un solo scopo: la realizzazione di se stessa. Era una scelta difficile e dura. Ero una femminista, senza conoscere neanche il significato della parola. Infatti durante il Fascismo non esisteva né la parola né la cosa cui essa si riferisce. Quando ero giovane avevo un solo scopo: essere libera e indipendente.".

Altri libri degni di nota: Dalla Liguria ai campi di sterminio, La camicia di Josepha, Dopo il fumo. Sono il n. A 5384 di Auschwitz-Birkenau, Tagebuch: il diario del ritorno dal lager.

Il suo ultimo messaggio prima di morire è stato scritto il 27 gennaio 2005, nel Giorno della memoria, rivolto ai ragazzi e alle ragazze. 

"Mi spiace non essere lì e iniziare nel solito modo, ' sono il numero A 5384 di Auschwitz-Birkenau. Le parole sono sempre le stesse, ma oggi risuonano con la forza di milioni di persone che non possono più parlare. Mi rivolgo a tutti, particolarmente ai ragazzi, perché conoscere quel passato è garanzia per il loro, per il nostro avvenire. Avvicinate quel passato, il vostro presente ne sarà rafforzato. Andate in quei luoghi e non per un giorno. Studiarli porterà bene alla vostra vita, io lo so. Non limitatevi a un giorno. Cercate soprattutto di vedere, di andare: tornerete migliori e più forti, la vostra coscienza ne sarà arricchita. Questo vi auguro. E vi benedico in nome di quelli che non poterono farlo, 27 gennaio, ripetete questa data, 27 gennaio: riguarda tutti, ci riguarda tutti". 

 

 

 

 

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