È ora di riaprirla e Adotta uno scalino, chiamata alle Arti!

Posted on: Gio, 01/12/2016 - 14:28   By: caroti
 
È ora di riaprirla e Adotta uno scalino, chiamata alle... Arti
Campagna di crowdfunding per recuperare la Torre dell'Orologio
 
Tramite la misura governativa dell'Art Bonus, che consente di recuperare fiscalmente il 65% della propria donazione nell'arco di tre anni (esempio: per una donazione di 1.000 euro in 3 anni è possibile recuperare fiscalmente 650 euro), e alla campagna “Adotta uno scalino”, che permette a ognuno di legare il suo nome alla torre adottando uno dei 75 scalini donando 100 euro (recuperando fiscalmente 65 euro) ogni cittadino potrà diventare un mecenate e contribuire al recupero di questa splendida sentinella del tempo di Via Lante, nei pressi della Biblioteca Peppino Impastato. 
 
A questo link le informazioni su come donare:
Per ulteriori info:
 
Sono stati presentati il 23 novembre scorso al Teatro di Via Verdi, il progetto di recupero della Torre dell'Orologio di Vicopisano e la relativa campagna “E' ora di riaprirla!”. 
Imprenditori, associazioni, cittadini, professionisti, amministratori hanno partecipato con interesse a un evento sui generis che ha avuto come fili conduttori la bellezza e il tempo grazie alla presenza del professor Giovanni Ranieri Fascetti e di Elena Pardini. 
Ha inaugurato la serata il Sindaco Juri Taglioli, con una panoramica sul territorio, passando poi la parola al Vicesindaco Matteo Ferrucci, con delega al turismo. 
“Una delle sfide che ci siamo posti in ambito turistico _ ha detto Ferrucci _ è riaprire la Torre dell’Orologio e renderla visitabile. Un sogno che abbiamo cercato di concretizzare in questo progetto. Riaprire la Torre contribuirebbe, infatti, alla crescita artistica e culturale di Vicopisano e contestualmente darebbe linfa allo sviluppo economico del territorio”. “Ci confrontiamo con un passato e monumenti di secoli _ ha aggiunto il Vicesindaco _ ma siamo costretti ad agire in tempi rapidi per mettere in atto tutte quelle azioni necessarie per rendere Vicopisano una destinazione turistica con la ‘d’ maiuscola, creando sinergie tra pubblico e privato”. 
 
La presentazione ha avuto al centro, oltre al progetto di recupero della Torre, alta 27 metri, e alla messa in sicurezza di scale e solai interni per consentire l’accesso fino alla sua sommità, la campagna di crowdfunding basata sulla misura governativa dell’Art Bonus. 
 
Ognuno di noi può diventare un ‘mecenate’ e contribuire al recupero della Torre dell’orologio _ spiega il Vicesindaco _ e tramite l’Art Bonus potrà recuperare fiscalmente, in 3 anni, il 65% della sua donazione. Faccio due semplici esempi: donando 1.000 euro si potranno recuperare nei 3 anni successivi 650 euro, donando 100 euro se ne potranno recuperare 65 nei tre anni successivi. Tramite la campagna ‘Adotta uno scalino’ diamo, inoltre, la possibilità a ogni cittadino di partecipare al recupero, anche donando una piccola somma. Abbiamo inviato lettere ai Sindaci delle città europee con orologi particolarmente belli e celebri, per avere visibilità, cercare di ottenere il loro sostegno mediatico e per diffondere la conoscenza della nostra Torre, del borgo, già ampiamente recuperato. E’ ora di riaprirla, insieme possiamo riuscirci”. 
 
Per informazioni sul progetto, sulla relativa campagna Art Bonus e sulle varie iniziative: 050/796581, turismo@comune.vicopisano.pi.it, ferrucci@comune.vicopisano.pi.it
 
 
Progetto di restauro finalizzato all'accessibilità della Torre dell'Orologio
Relazione illustrativa
 
Il borgo medievale di Vicopisano sorto sulla sommità di un poggio compreso tra due importanti vie fluviali, l’Arno e l’Auser, è documentato con certezza almeno fino dal secolo X. Attestato per la prima volta come castello nell’anno 975,  esso fu nel XII secolo sottoposto al potere dell’arcivescovo di Pisa. Agli inizi del Duecento alla signoria arcivescovile su Vico subentrò il dominio del Comune di Pisa, che considerò il castello, data la sua particolare collocazione strategica al confine del territorio pisano con Lucca e Firenze, un’importante postazione di controllo militare. Nel 1406, Vicopisano cadde sotto il dominio di Firenze, e poco dopo subì la stessa sorte anche Pisa. Per la sua posizione strategica fu fortificato anche dalla Signoria Fiorentina che incaricò Filippo Brunelleschi.
Fu reso poi sede di Vicariato con importanti funzioni amministrative e giudiziarie (Vicariato del Valdarno Inferiore e della Valdiserchio). Le mutate condizioni politiche e l’allontanamento dell’Arno dalle sue mura (secolo XVI) ne decretarono la lenta trasformazione in centro agricolo.
 
L’impianto urbanistico del borgo medievale, costituito da un armonico complesso di stratificazioni edilizie, non ha perso le sue caratteristiche storico-architettoniche e si presenta ancora oggi in buono stato di conservazione, con la presenza di numerose torri e case torri con originaria funzione difensiva o abitativa, tra le quali spiccano la Torre della Rocca (1434-1439 ), la Torre Reale o delle Quattro Porte (sec. XIII) e la Torre dell'Orologio (sec. XII-XIII), i resti della cinta muraria alla base del colle, il muraglione del Soccorso con la Torre del Soccorso (1434-1439), i vicoli, il Palazzo Pretorio (sec XII) e quello della Cancelleria (Palazzo Comunale). Di rilievo sono inoltre gli edifici religiosi: non solo la Pieve di Santa Maria (sec. XII) e la Via Crucis a Vicopisano, ma anche una serie di  insediamenti monastici caratteristici del Monte Pisano fra i quali la Pieve di San Iacopo in Lupeta (sec. XII, ma citata già’ nel VIII) e i resti dell’Abbazia di San Michele Arcangelo (sec. XI) nelle adiacenze della Fortezza della Verruca (sec. X-XVI).
 
L’Amministrazione Comunale ha realizzato negli ultimi anni, un programma di investimenti tesi a una vera e propria “riscoperta” del patrimonio storico e ambientale di cui è depositaria, promuovendo ogni forma di sinergia e collaborazione con tutti i soggetti, istituzionali e privati, che ne condividessero le finalità generali, nel quadro di un rinnovato interesse per un'efficace politica di promozione dei beni culturali che vede anche gli Enti  Locali impegnati nel dare impulso allo sviluppo di aree e monumenti che oggi possono di conseguenza essere a pieno titolo annoverati nei circuiti della fruizione culturale e turistica.
 
Da sottolineare in particolare il completo recupero della viabilità storica del borgo, del Teatro, della Cinta muraria medievale, del Palazzo Pretorio, oggi centro espositivo e sede del ricco archivio storico, e della Rocca del Brunelleschi. In particolare questi ultimi costituiscono attualmente un complesso di beni storico-archittetonici aperti al pubblico e visitati da molti turisti.
 
L'obiettivo che si prefigge l'intervento proposto è quello di intervenire sulla Torre dell’Orologio al fine di consolidare il sistema dei collegamenti verticali interni e rendere possibile, in condizioni di sicurezza, l’accesso fino alla sommità. 
 
La Torre dell’Orologio, situata in via Lante ad angolo con via Pietraia, è identificata al catasto fabbricati del comune di Vicopisano al foglio 19, particella “E” e sul regolamento urbanistico vigente ricade all’interno del Sistema insediativo – Borgo murato - Invariante strutturale - Torre medievale.
E’ inoltre sottoposta a tutela ex L. 1089/1939 (bene culturale) e ricade in area sottoposta a tutela ex L. 1497/1939 con D.M. 29/11/1956 ai sensi della parte terza del D.Lg. 42/2004 – beni paesaggistici con denominazione: “Zona comprendente il centro di Vicopisano e adiacenze, sita nell’ambito del comune di Vicopisano”:
 
L’epoca di realizzazione può essere datata, per tipologia abitativa, elementi strutturali, tecnica muraria e posizione topografica, tra gli inizi e la metà del secolo XII, con un’aggiunta avvenuta intorno al XVII secolo del culmine realizzato a pilastri angolari di mattoni, a sostegno della copertura a padiglione.
 
La torre, a pianta trapezoidale di ridotte dimensioni (circa 25 metri quadri lordi), si sviluppa per un’altezza di circa 27 metri e  presenta una struttura muraria verticale in pietra verrucana a vista messa in opera a corsi orizzontali e paralleli “a filaretto” con possibili zeppe di scisto, giuntati con malta di calce. La parte sommitale è costituita da quattro pilastri angolari in mattoni che sostengono il solaio di copertura a padiglione.
 
Il prospetto principale è caratterizzato da portalini (al piano terra e al primo solaio) e finestra (al terzo solaio) ad arco ogivale. Il prospetto sud presenta, al piano ammezzato, al secondo e al quarto solaio, finestre con architrave monolitico pentagonale su mensole a sguancio e il prospetto nord si caratterizza per la presenza di mensole piane con buca per balconata al primo solaio, mensole a gancio al secondo solaio e “butto” a scivolo al piano terra. 
Elemento caratterizzante della torre è l’orologio posto sul prospetto principale tra il secondo e il terzo solaio. Inoltre, al quinto ed ultimo solaio sono presenti due campane in bronzo, funzionanti.
 
All’interno della torre sono presenti cinque livelli collegati tra loro da un sistema di scale in legno. Il primo solaio è costituito da una volta a botte in mattoni con pavimentazione in mezzane di cotto in discreto stato di manutenzione. Gli altri quattro solai sono caratterizzati da orditura principale in travi di legno, orditura secondaria in correnti di legno, piano di calpestio costituito da tavolato in legno mezzane in cotto, in cattivo stato di manutenzione. Il solaio di copertura, a padiglione, è costituito da orditura principale e secondaria in travi e correnti di legno con capriata centrale, scempiato in mezzane e manto di copertura in coppi ed embrici in cotto.
 
Le strutture murarie della Torre si presentano in generale in un buono stato di conservazione. Il sistema di collegamento verticale interno necessita invece di un intervento di restauro conservativo, al fine di consentire un’accessibilità in condizioni di sicurezza limitata ad un numero definito di persone, visti comunque gli spazi di sosta ridotti e l’elevata pendenza dei collegamenti verticali.  
 
L’intervento prevede il restauro e il consolidamento dei solai esistenti, previo smontaggio, e la sostituzione delle scale esistenti con scale realizzate ex novo sempre in legno. Nello specifico si articolerà nelle seguenti fasi:
 
Opere di demolizione e smontaggio
 
- smontaggio e rimozione delle scale interne in legno a collegamento dei piani interni della torre;
- smontaggio della pavimentazione in cotto e/o in legno e relativo sottofondo dei solai, compreso recupero, pulitura e accatastamento degli elementi sani e riutilizzabili;
- smontaggio dell’orditura portante dei solai costituita dalle travi e dai travicelli in legno, compreso cernita, pulitura, ed accatastamento del legname recuperabile.
 
 
Opere edili di consolidamento e di restauro
 
- consolidamento dei solai di interpiano in legno attraverso la sostituzione degli elementi strutturali e dei correnti ammalorati, compresa la verifica degli ancoraggi e delle sedi di incastro nelle murature, la realizzazione di soletta in calcestruzzo alleggerito, il trattamento degli elementi in legno previa pulitura da depositi incoerenti e materiale coerente, da effettuarsi mediante lavaggio con acqua ossigenata ed acido ossalico per riportare la fibra del legno allo stato naturale e successivo scartatura e mano di impregnante protettivo ad azione insetticida;
- rimontaggio della pavimentazione in cotto o del tavolato in legno con materiale precedentemente rimosso su disegno come da pavimentazione esistente, compresa l’integrazione delle parti mancanti con mezzane e/o tavolato in legno delle stesse caratteristiche di quelli esistenti;
- realizzazione di scale interne a collegamento dei vari piani in legno di rovere o castagno o comunque essenza analoga a quelle originali, costituite da fasce laterale (cosciali) e gradini (pedata) compresi i necessari ancoraggi alle murature e ai solai, la fornitura e posa in opera di ringhiera in ferro verniciato con finitura anticata su disegno semplice e tradizionale;
- realizzazione di ringhiera di protezione in ferro verniciato con finitura anticata a disegno semplice e tradizionale da installare alle aperture di accesso ai solai.