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L'Archivio Storico
DOCUMENTI

TEMPO DI FATICA E TEMPO DI FESTA
usi e costumi nel Comune di Vicopisano nella prima metà dell'Ottocento
di Filippo Mori

A partire dal Settecento gli Stati preunitari ebbero sempre maggiori esigenze di conoscere i vari aspetti delle realtà che lo componevano; si iniziò quindi, per iniziativa sovrana, a svolgere indagini conoscitive effettuate mediante questionari inviati dallo Stato alle autorità locali (Prefetti, Vicari, Delegati di Governo, Parroci, Notabili).
In tal modo si veniva a conoscenza delle varie attitudini e propensioni economiche e sociali dei vari territori dello Stato, cosa questa assai utile per quei sovrani riformatori che se ne servivano per una pianificazione migliore della propria azione legislativa.

Relazioni di tipo economico, per quanto non frequenti, sono talvolta rinvenibili negli archivi di luoghi che, come Vicopisano, erano a capo di Distretti molto grandi. Inutile rimarcare che tali fonti sono una miniera di informazioni per gli storici e per gli amanti della storia locale.

Per quanto approfondite e circostanziate, non bisogna dimenticare le finalità pratiche che tali relazioni rivestivano per le autorità centrali dello Stato: esse si occupavano prevalentemente di temi relativi alla situazione economica e al tessuto produttivo, per cui di norma tralasciavano gli aspetti che erano connessi con la vita quotidiana delle popolazioni, i loro usi ed i loro costumi, materie queste che al di là di rapidi accenni passeggeri, non venivano mai approfondite, ma che sarebbero per noi di estremo interesse per meglio comprendere il sentire comune e quotidiano delle popolazioni in esame.

Cercheremo quindi di colmare per quanto possibile queste lacune, sempre utilizzando materiale inedito proveniente dal nostro archivio.

Tale occasione ci è data da una serie di relazioni che furono compiliate dai parroci nel 1842, in seguito ad una richiesta effettuata dal Prefetto di Pisa affinché si fornissero dati utili per una pubblicazione che il Dott. Attilio Zuccagni Orlandini stava realizzando sugli usi ed i costumi delle popolazioni italiane, opera che fu poi pubblicata in numerosi tomi a partire dal 1845 (Corografia Italiana - 1845-1850).

Nel questionario vengono indagate due tipologie di usi e costumi: le tradizioni religiose (suddivise in matrimonio, battesimo, costumi funebri, festività religiose) e le feste e gli svaghi (suddivisi in feste di nozze e battesimo, fiere e mercati, tradizioni carnevalesche, giochi pubblici e privati).
Ecco il motivo per cui i parroci furono incaricati di svolgere questo compito, perché in un caso o nell'altro si trattava di questioni di loro competenza, essendo i religiosi i custodi della moralità e di tutto ciò che grossomodo atteneva al tempo libero.
Non deve sorprendere quindi la presenza di numerosi commenti negativi rivolti dai parroci a tutte quelle usanze che comportavano un allontanamento dalla moralità e dal cristiano vivere (in particolare si stigmatizzano i giochi che comportano perdite di denaro o l'ubriachezza).

Ogni parroco compilò un foglio preventivamente preparato dalla stessa Prefettura, nel quale venivano richieste le informazioni suddette, suddivise in colonne già titolate.
Fortunatamente tali fogli sono stati conservati poiché, probabilmente, alla Prefettura di Pisa ne furono inviati altri ricopiati dai copisti del Vicario Regio.

Dobbiamo osservare che (purtroppo) non tutte le relazioni hanno lo stesso livello di accuratezza, infatti molte di esse furono realizzate con evidente trascuratezza dai parroci che si limitarono a dire solo cose ovvie e banali; non è da escludere che da alcuni di essi queste richieste furono sentite come un’ingerenza nel proprio campo di azione, motivo per cui profusero un impegno minimo nella raccolta delle informazioni; altri realizzarono invece delle descrizioni assai efficaci e ricche di informazioni sulle tradizioni del popolo, soprattutto su quelle religiose, consentendoci così di ottenere informazione che difficilmente si sarebbero potute rintracciare.

Probabilmente queste tradizioni erano più o meno comuni a tutti i centri abitati della zona e con tutta probabilità la maggiore o minore ricchezza di particolari è direttamente proporzionale all’impegno profuso dai parroci nel ricercare le tradizione tra i propri parrocchiani. Esemplari a tal riguardo risultano le relazioni di Vicopisano e Fornacette.

CONCLUSIONI

Quello che dona particolare valore a questa serie di documenti è il fatto che essi sono la testimonianza di un mondo ancora completamente pre industriale, non ancora influenzato dagli sconvolgimenti che la società contadina subì a partire dalla seconda metà del XIX secolo. L'Italia inizia a divenire un paese che si può definire industrializzato a partire dall'ultimo ventennio dell'Ottocento, ed è da allora che inizia il dissolvimento del mondo rurale, che si sarebbe compiuto solamente e definitivamente con gli anni del Boom economico.
Sono ben note le conseguenze che la "fabbrica" avrebbe portato nella nostra società, con l'abbandono dei terreni e delle colture meno redditizie (il baco da seta, il lino, i cereali minori) e la relativa perdita di conoscenze e competenze, la concentrazione delle famiglie ex contadine nelle periferie industriali e la conseguente scomparsa di quel modello di famiglia allargata tipico delle società rurali che comprendeva, oltre ai parenti più stretti, tutta una serie di figure non necessariamente legate da vincoli parentali (si pensi alle Comari, ai Compari, alle Balie) ma che al pari dei parenti costituivano una forma di tutela e di controllo nei confronti delle generazioni più giovani.
Nel 1842, specialmente in una zona di campagna quale la nostra, permanevano ancora vivi tutta una serie di costumi che affondano le loro radici in un mondo antichissimo, quasi ancestrale e che attraverso lievi modificazioni può dirsi sempre presente a livello popolare sin dell'età classica (etruschi e romani).

Se queste affermazioni possono sembrare eccessive basterà riflettere solamente su un paio (il matrimonio ed i riti funebri) dei numerosi aspetti che emergono osservando le due relazioni più dettagliate e corpose, quelle di Vicopisano e Fornacette, e sulle implicazioni socio-culturali che tali costumi comportano.

Particolarmente curiose appaiono le ritualità legate alle fasi precedenti il matrimonio, con tutta la complessa sequenza di visite e scambi di regali effettuate non tanto dai due sposi, ma dalle famiglie degli stessi; ciò è comprensibile se si inquadra il matrimonio in un contesto diverso rispetto alla concezione moderna, ovverosia quella di una libera scelta effettuata da due persone sulla base di un legame amoroso. Ma questa è una acquisizione recente, raggiunta dalla società di stampo borghese che si afferma, inizialmente in ambito urbano, solamente con l'Ottocento.
Sin dalla antichità il matrimonio era essenzialmente un contratto, uno scambio di doni (i rispettivi figli) che sanciva una sorta di alleanza tra due famiglie, che spesso aveva alla base motivi economici e di prestigio sociale che non tenevano assolutamente di conto delle propensioni amorose dei due sposi (basti pensare ai matrimoni di interesse perpetrati per secoli dalle dinastie regnanti in Europa).
Tale consuetudine ha attraversato immutata millenni di storia europea, configurandosi quindi come un vero e proprio caposaldo distintivo di una civiltà, e si è venuta a perdere solamente quando, con lo sviluppo della società borghese figlia della Rivoluzione Industriale e della mentalità Romantica, è stata sostituita dalla libera scelta effettuata dai due sposi.

Ma, osservando la realtà descritta nei nostri documenti, che il matrimonio seguisse ancora strettamente le regole di tali consuetudini, appare evidente quando, attorno agli sposi cominciano a comparire figure quali il notaio, i testimoni, il "cozzone" (che non a caso era colui che contrattava l'acquisto dei cavalli, quindi un mediatore economico), oppure quando si effettua il controllo dei beni e della dote, quando cioè ci troviamo davanti a personaggi che sono il normale corredo di un atto giuridico o di una contrattazione economica, non certo di un atto di amore quale noi oggi intendiamo il matrimonio.
E questo perchè ancora nell'Ottocento, così era ancora inteso il matrimonio: una forma di accomodamento o di miglioramento dello status sociale non solo dei due sposi, ma anche delle rispettive famiglie.

Ancora più eccezionale e densa di significati mitico religiosi è la presenza, all'interno delle forme di commiato riservate ai morti descritte dai parroci, del banchetto funebre.
Ai nostri occhi di moderni appare stridente il rapporto fra un evento luttuoso e la presenza del cibo, questo perché con il benessere e l'abbondanza apportati dalla Rivoluzione Industriale, abbiamo perso del tutto la funzione sacrale del mangiare ed ancora di più del mangiare in comune. Per noi il cibo è abbondanza, ostentazione, piacere e quindi si accompagna ad eventi leggeri o comunque positivi.
Ma chiaramente non è sempre stato così. Innanzitutto il cibo non è sempre stato così abbondante, anzi la sua cronica mancanza ne ha aumentato ancora di più la sua importanza sacrale e la ritualità connessa (il non buttare mai via il pane, l'incidervi una croce sopra prima della cottura, il bagnare con il vino un imbarcazione al momento del varo, ecc.)

Il cibo quindi (al di là delle funzioni meramente alimentari) sin dalla preistoria è stato presente in tutti i riti, sia pubblici che privati, sia fausti che luttuosi, elaborati dall'uomo. Basti pensare alla Messa, che è il ricordo di una cena e di un sacrificio, ed ai suoi continui riferimenti al mangiare ed al bere; oppure alle offerte di cibo che nelle religioni antiche venivano lasciati ai morti nelle tombe. Il legame tra cibo (che è vita) e la morte è quindi un qualcosa di molto antico che la nostra società ha completamente perduto.
In particolare l'usanza del banchetto funebre si perde nella notte dei tempi ed è testimoniata in tutti i grandi popoli dell'antichità quali gli Egiziani, i Greci, gli Etruschi ed i Romani.
Il banchetto funebre rappresentava innanzitutto una forma di onoranza della persona venuta a mancare ma rispondeva anche, secondo le credenze pagane, ad un'altra funzione: quella di neutralizzare l'aggressività del morto attraverso la consumazione comune del pasto, attribuendo al pasto in comune una sorta di forza deterrente, che avrebbe impedito allo spirito di tornare per molestare i vivi.
La Chiesa ebbe nei confronti del banchetto funebre un atteggiamento ambivalente: ne contrastò gli eccessi, in quanto da sempre al cibo abbondante si affianca l'idea del peccato (non a caso la prima forma di penitenza e di ascetismo è il digiuno), probabilmente lo tollerò quando riuscì a contenerlo in una dimensione più limitata e familiare e ne limitò il consumo ai soli alimenti "da magro".

La piccola comunità della famiglia e degli amici, che subito dopo il funerale si ritrovano a mangiare un piatto di ceci e baccalà accompagnato dal vino di famiglia, su una tavola anch'essa a lutto in quanto non ornata dalla tovaglia, ancora alla metà dell'Ottocento ripropone il perpetrarsi di tutta una serie di valori e credenze che come abbiamo visto non è assolutamente azzardato definire "ataviche" e che pur nella relativa vicinanza temporale ci deve far sospettare una non altrettanto contiguità culturale con la nostra società moderna.


Per andare direttamente alla relativa relazione clicca qua sotto sul nome del paese, altrimenti prosegui normalmente nella visione della pagina:




Iniziamo con la pubblicazione della lettera con cui fu richiesto al Vicario Regio di raccogliere le notizie sugli usi e i costumi della propria Giurisdizione:

Ill.mo signore,
il D.re Attilio Zuccagni Autore della vasta e applaudita Opera della Corografia dell’Italia ha domandato che gli siano procurate per uso dell’Opera stessa le notizie enunciate nell'intestaura delle colonne dell'ingiunto prospetto sulle costumanze ed usi popolari delle diverse Provincie del Gran Ducato.
Avendo lo stesso D.re potuto ottenere le medesime notizie anche in altri Stati della nostra Penisola e nulla opponendosi alla presente sua domanda accompagno a Vs Ill.ma il suddetto prospetto affinché raccolte le notizie di che si tratta si compiaccia farmene la trasmissione onde io possa comunicarle al Superiore Dipartimento del Buon Governo conforme ne vengo richiesto con la ministeriale del dì 11 stante. In attesa di che passo a confermarmi con distinta stima ed ossequio.
Lì 15 gennaio 1842

Costumanze ed usi Popolari

[Il primo dei prospetti che presentiamo fu realizzato dal Vicario Regio, ed è quindi relativo all’intero Territorio di pertinenza del Tribunale vicarese. Fu realizzato utilizzando i Prospetti dei parroci, è quindi da considerarsi una specie di riassunto delle tradizioni esistenti nell’intero territorio.]

Ricreazioni Pubbliche e Private in occasione:

di trattative di Matrimonio e di Nozze
Frequenti banchetti sono le ricreazioni private che in occasione di trattative di matrimonio e di nozze sogliono avere luogo fra le persone facoltose e di agiata condizione, e nessuna ricreazione pubblica è in uso; fra i contadini e i braccianti la mensa è parimenti la ricreazione favorita per quanto comporta il loro stato economico; i conviti delle ultime rammentate classi non si trascurano specialmente nel giorno della prima formal visita del fidanzato alla sposa qual visita dicesi " la veduta"; nel giorno in cui posteriormente la sposa stessa riceve in dono dal promesso sposo l'anello, e nel giorno in cui avviene la celebrazione del matrimonio, al che pochi aggiungono nella sera del giorno stesso un trattenimento di ballo.

di Nascite e di Puerperio
Nessuna ricreazione pubblica in occasione di nascite; allorchè a luogo la presentazione alla Chiesa dei neonati per il battesimo un carteggio di parenti e amici dei genitori li accompagna specialmente se primogeniti; un rinfresco in casa della puerpera succede al battesimo, e fra i contadini è uso che durante il puerperio i più stretti congiunti sono invitati nella casa stessa in giorno di domenica a un desinare secondo la condizione economica del padre possibilmente l'auto che si chiama comunemente "scapponata"

Lutto popolare e privato in occasione di Morti
Gli abiti di color nero o almeno di color scuro nelle donne, un velo parimente di color nero al cappello negli uomini sono i segni con i quali si suole in pubblico dimostrare il lutto in occasione di morti, e questi segni continuano d'ordinario per lo spazio di 6 mesi o di un anno secondo i diverso grado di parentela con il defunto; molti per uguale spazio di tempo si astengono pure dall'intervenire ad ogni trattenimento o ricreazione pubblica o privata, e fra i contadini un uso particolare parla che nel giorno in cui è associato il cadavere alla chiesa parrocchiale i più prossimi parenti si riuniscono nella casa mortuaria e da mensa imbandita di legumi e pesce salato e su cui non è stesa tovaglia, si incoraggiano a vicenda a sostenere con fermo animo la perdita del defunto facendone intanto l'elogio, e bevendo in tazza o altri vasi di terra cotta non di cristallo il vino più generoso che trovisi nella casa stessa.

Riunioni ed usi Popolari in occasione:

di festività religiose annue
Nelle vigilie delle principali annue festività o nei giorni delle festività stesse, fatte le processioni e celebrate in Chiesa le funzioni il popolo si riunisce per godere di fuochi di artifizio o corse di cavalli sciolti o a fantino; a dato diletto qualche volta in passato il volo dell'asino, da varj anni questa specie di pubblico trattenimento non si rinnova e gli è stata sostituita la cuccagna consistente nel concorso alla vincita di un premio che si aggiudica a quello tra i competitori il quale arriva il primo alla vetta di una levigata antenna.

di festività religiose straordinarie
Cadendo la festa in stagion calda soglion farsi sulla piazza delle ballate al suono di violini cui per mercede si prestan quelli che vengon a tale oggetto in buon numero da altri paesi con questi strumenti nella lusinga di conseguir generale ricompensa.

Ricreazioni popolari in occasione di fiere annue ed altre simili ricorrenze
Vicopisano e Bientina in questa giurisdizione hanno fiere e nel primo luogo soltanto, ne sempre, una corsa di cavalli sciolti o a fantino è la ricreazione pubblica che suol darsi.*(in aggiunta il 16 marzo vengono date informazioni relative al canto del maggio.)
* Eccellenza, nel prospetto delle costumanze ed usi popolari che trasmessi a vostra eccellenza mi dimenticai di dar cenno del canto di Maggio che forma qui una fra le principali ricreazioni in primavera, sebbene non ne sia concesso l'uso in tutte le parrocchie, consiste questo canto nella recita che alcuni del popolo fanno pubblicamente di un dramma scritto per lo più da persone alle quali senza studio la natura dette facile attitudine a far versi, o in lodi prodigate con poesia estemporanea ai notabili dei vari paesi, ed ai lavoratori di beni, compresi in essi i coloni parziarj, e si raccolgono intanto danaro e generi che vengono elargiti per goder poi dopo il giro di diversi anni di straordinarie festività religiose.
Lì 16 marzo 1842

Ricreazioni popolari carnovalesche
Poche maschere, qualche festa di ballo e riunioni di amici o parenti per ricrearsi con moderato giuoco di carte o a mensa comune sono i soli sollazzi carnevaleschi che quà si godono.

Giuochi pubblici preferiti dal popolo
I giuochi di pallone e palla o pillotta, e il giuoco delle bocce o palle di legno sono i preferiti. Nell'estate specialmente e in parte anche dell'autunno i giovani contadini braccianti e artisti si dilettano altresì del giuoco detto "dell'anatra" nel quale i giuocatori, succedendosi nell'ordine toccato a ciascuno in sorte e vibrando, mentre corrono, un colpo di bastone o sciabola all'anatra o altro animale che sta sospeso a una corda in alto fanno mostra della loro destrezza nell'aggiustargli il colpo al collo la di cui total recisione è lo scopo al quale tendono. Il vincitore ha in premio l'animale col collo reciso.

Giuochi privati ai quali propende di più il popolo
I giuochi di carte tombola e domino son quelli ai quali più propende il popolo.
Vicopisano
Dal tribunale
Lì 15 marzo 1842

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Cucigliana

Ricreazioni Pubbliche e Private in occasione:

di trattative di Matrimonio e di Nozze
Le trattative di Matrimonio e di nozze sogliono farsi senza alcuna Solennità

di Nascite e di Puerperio
Trattandosi di famiglie comode, in occasione di Nascite, si suol fare un rinfresco il giorno del Battesimo, coll'invito di qualche parente più prossimo. Comunemente non si fa ricreazione alcuna.

Lutto popolare e privato in occasione di Morti
In occasione di Lutto, le Famiglie facoltose sono solite fare un invito conveniente di Sacerdoti, tanto per le celebrazioni di Messa che per l'Associazione dei cadaveri, e quindi ci si limita a portare un qualche segno di Bruno, per un dato tempo dai parenti e congiunti del defunto. Le Famiglie poi di finanze limitate si contentano di fare accompagnare i Defunti alla Chiesa secondo quello che richiede la necessaria decenza religiosa.

Riunioni ed usi Popolari in occasione:

di festività religiose annue
Nelle poche feste annue che sono le Quarantore, la Festa del Corpus Domini e quella del SS.mo Rosario, oltre un conveniente apparato in Chiesa, e quanto riguarda le funzioni Sacre, non esistono riunioni nel Paese, ne divertimenti di sorta alcuna. Solo in occasione della Festa del SS.mo Rosario si suol fare il dono di un Cero alla Madonna, previa una consueta processione fatta nel Paese, dalle Fanciulle del Medesimo.

di festività religiose straordinarie
Festività religiose straordinarie non ve ne sono ne triennali ne quinquennali.

Ricreazioni popolari in occasione di fiere annue ed altre simili ricorrenze
Ferie e Mercati né altri simili ricorrenze non ve ne sono.

Ricreazioni popolari carnovalesche
In tempo di Carnevale non vi è che qualche rarissima ricreazione di Festa di Ballo, e pochi ragazzi che mascherati van girando per le strade.

Giuochi pubblici preferiti dal popolo
Giuochi pubblici non ve ne sono, meno che qualche volta, e ben di rado vedesi quello delle Bocce.

Giuochi privati ai quali propende di più il popolo
Quelli delle Carte e del così detto "del Fiasco", sono quelli ai quali propende questo popolo
P.te Antonio Corsi

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Uliveto

Ricreazioni Pubbliche e Private in occasione:

di trattative di Matrimonio e di Nozze
In occasione di Matrimonii le ricreazioni pubbliche di questo popolo pare non meritino spendere in questo prospetto molte parole; mentre due persone da bene inviate dal futuro sposo e Genitori del medesimo alla futura sposa se piace contrarre matrimonio con quel determinato Giovine, e ai Genitori della Sposa del loro consenso, queste due elette persone sono ricreati semplicemente di un bicchiere di vino come si suole costumare fra omini. Tutto questo accade in privato e senza verun strepito.

di Nascite e di Puerperio
Allorchè viene alla luce un infante i Genitori di questo a secondo delle loro possibilità si fanno un dovere di chiamare, levato che sia al sacro fonte, i prossimi parenti a rallegrarsi seco stessi della nascita di un loro figlio. Del puerperio pare che sia notizia per parte nostra di tacersi in questo punto, per non avere chiare espressioni per farsi intendere.

Lutto popolare e privato in occasione di Morti
Cessato di vivere alcuno in questo popolo sul volto di quelli che vivi rimasti sono si legge vivo il dolore sulla perdita del loro più caro che avesser sulla terra. I più prossimi parenti ancor essi nel momento che è per accompagnarsi al sepolcro si uniscono alla casa del defunto per compiangere la trista sorte.

Riunioni ed usi Popolari in occasione:

di festività religiose annue
In quei giorni in cui la Chiesa richiama i suoi figli a celebrare con insolita pompa alcune feste maggiori dell'Anno, le persone che compongono questo mio popolo, usano recarsi alla Chiesa per assistere a quei misteri che si celebrano in questa Chiesa.

di festività religiose straordinarie
La Festa della S.ma Annunziata non sempre è accompagnata dalla medesima pompa. Mentre alcune volte compiuto da mattina un numero non indifferente di servizi, ha termine la ridetta Festa. Altre volte poi oltre che un buon numero di Messe l'ultima o quella di Mezzogiorno vien celebrata con canto e suono. Si chiude poi la festa con un breve trattenimento pubblico colla corsa dei Cavalli.

Ricreazioni popolari in occasione di fiere annue ed altre simili ricorrenze
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Ricreazioni popolari carnovalesche
Semplice è affatto la ricreazione del popolo in tempo di carnevale. Ad eccezione di pochi ragazzi che vestiti a ... di buffoni, per strappare le risa dei riguardanti; le persone di senno e più posate e i Giovanotti specialmente sogliono ricrearsi con un trattenimento pubblico in una determinata casa a ballare.

Giuochi pubblici preferiti dal popolo
Dei giuochi pubblici ai quali si trattenga il popolo pare che sia notizia affatto strana, mentre non per anco si sono veduti in questo popolo.

Giuochi privati ai quali propende di più il popolo
In alcune case di questo popolo diverse persone vi si adunano tanto in tempo di notte come di giorno e si trattengono in giuoco per passare di tempo. Il giuoco del quale si occupano è il giuoco delle carte.
P.te Franc.o Sebt.o Contessini Cur.o

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Lugnano

Ricreazioni Pubbliche e Private in occasione

di trattative di Matrimonio e di Nozze
Ordinariamente le trattative di nozze si fanno senza solennità speciale esteriore. Fra i contadini qualche volta si usa sparare fucili o pistole, nel momento che segue la così detta tradizione dell'anello. Lo stesso accade nel partire che fa la sposa dalla casa paterna, per recarsi alla Chiesa o per andar a casa dello sposo.

di Nascite e di Puerperio
Nelle nascite quasi niuna solennità fra i poveri. Solamente la Domenica posteriore al Battesimo, o in altra Dom.ca, suol farsi fra i contadini una riunione di parenti i più propinqui a pranzo a casa della puerpera. Fra le persone distinte un rinfresco dopo il Batt.mo. Nulla di esteriore

Lutto popolare e privato in occasione di Morti
Niuna parte prende il popolo nell'occasione di morte. Ordinariamente non si trova chi porti il Defonto, se la casa non da un elemosina; al quale pietoso e tanto lodevole uffizio, vergognosamente neppure si voglion prestare i Componenti la Compagnia di Carità ad id istituita. I funerali si fanno non tanto senza solennità, ma talvolta sotto la frugalità. Dai parenti stretti del Defonto, specialmente nelle donne, si usa portare il Bruno.

Riunioni ed usi Popolari in occasione

di festività religiose annue
Si aduna il popolo alla Chiesa nelle Festività annue che le più rimarchevoli in questo paese sono: La Pasqua di Resurrezione, Corpus Domini, Assunzione di S.M.V. e Terza Domenica di Avv??? Festa dei Dolori della med.ma. Ma senza apparenze esteriori.

di festività religiose straordinarie
Qualche volta è stata fatta la Festa Straordinaria della B.V. Maria, non avente d'esteriore che la processione, ma nel periodo di 20 anni è stata fatta 2 volte, mentre nulla vi è di determinato, ma dipende dalla volontà del popolo.

Ricreazioni popolari in occasione di fiere annue ed altre simili ricorrenze
Non vi sono ne fiere ne altre simili ricorrenze.

Ricreazioni popolari carnovalesche
Le ricreazioni popolari Carnovalesche consistono in poche maschere che vengono più dall'estero che dal Paese. Suol farsi ma di rado qualche ballo notturno in casa i poveri, con pochi lumi e con minor modestia.

Giuochi pubblici preferiti dal popolo
Fuori che nella stagione invernale vien preferito da alcuni del popolo il giuoco delle sei palle, ed il così detto delle Buchette, che si esercitano, specialmente quello delle Buchette, in strade sterrate. Questo è assai rovinoso, perché si assorda[?] nelle

° ° °
° ° °
° ° °

[Nel Prospetto il Parroco ha disegnato nove cerchi, per rappresentare lo schema di gioco. Questo gioco risulta ancora oggi giocato solamente nel territorio di Santa Fiora, sull’Amiata, dove è meglio conosciuto con il nome di Totara o Totaro]

buchette il Paolo e la Lira, e chi pone il pallino nella media tira tutto, lo che porta che talvolta vi corrono somme considerevoli. Questo Giu[o]co è scandalosissimo perché di Rovina ai Giuocatori, distrae questi, e gli spettatori(che non sono pochi) dalle opere di pietà e di religione, e trattiene specialmente i ragazzi, che dovrebbero intervenire alla Dott.na Cristiana.
Lo esercitano ancora impunemente nel tempo delle Sacre Funzioni. Anche il Giuoco delle Carte ha luogo sotto i freschi delle prode e degli ulivi ove si giuoca Vino, Galletti e Anatre.

Giuochi privati ai quali propende di più il popolo
Nella stagione invernale il giuoco che prevale è quello delle carte, che si esercita in qualche casa. Converrebbe che la Polizia ne prendesse cognizione perché in una casa specialmente segue molto male in rapporto.
P. Gaetano Tonissi Curato

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Buti

Ricreazioni Pubbliche e Private in occasione

di trattative di Matrimonio e di Nozze
In occasione di trattative di Matrimonio non si usa ricreazione alcuna. Nel dì delle Nozze il Marito porta la sposa a casa sua senza solennità, pago soltanto di poter dire: "L'è pur la bella cosa in santa pace A casa propria senza affanni e doglie Desinare e cenar quando ne piace E andarsene a dormir colla propria moglie!"

di Nascite e di Puerperio
Pochissimi usano il così detto Rinfresco, pochissimi similmante fra i Contadini il convito di Scapponata. Si avverta che questo Convito è rarissimo.

Lutto popolare e privato in occasione di Morti
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Riunioni ed usi Popolari in occasione

di festività religiose annue
Dal Volgo si usa riunirsi nelle molte Osterie del Paese a bever vino fino alla ubriachezza. Dai particolari vengono invitati gli amici più cari di altri Paesi, cui si da trattamento di pranzo e anche di cena, e si onorano con saggio di Vino più squisito della famiglia.

di festività religiose straordinarie
Se la Festa è più solenne, più solenne si suol prendere la Stoppa, ossia l'ubriachezza.

Ricreazioni popolari in occasione di fiere annue ed altre simili ricorrenze
Non vi è in Buti fiera alcuna nel corso dell'Anno, ma in qualunque ricorrenza si tenga fermo essere ricreazion prediletta di questo popolo il bever vino, e tanto più beverne quanto più fausta è la ricorrenza ordinaria o straordinaria.

Ricreazioni popolari carnovalesche
Nato in odio ad Apollo, qualche inarmonico suonatore di violino è chiamato in casa di alcuno del Paese, ed ivi intervengono i più scapigliati e le men riservate donne, che danzano al lor modo fino ad un'ora discreta. Ciò accade negli ultimi otto giorni di Carnevale, nel tempo primo la danza è rara. Più si ama del Ballo il ritrovarsi quattro o sei amici in qualche casa particolare, giuocare ai "Tre Sette" fiaschi di buon vino.

Giuochi pubblici preferiti dal popolo
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Giuochi privati ai quali propende di più il popolo
Il Tre Sette nell'Estate, il Giuoco delle Bocce e qualche volta il recidere a prova la testa ad un'Anatra sospesa con fune in aria. Ma il giuoco prediletto però e quello "del Fiasco"

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Caprona

Il pievano Coletti si giustificò di non aver inviato il prospetto richiesto poiché Caprona non aveva niente "di quanto vien richiesto nell'accluso foglio di ricreazioni o propensioni particolari", in quanto la popolazione era composta da "braccianti miserabili, pochi contadini o mezzajuoli"

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San Giovanni alla Vena

Ricreazioni Pubbliche e Private in occasione

di trattative di Matrimonio e di Nozze
Le trattative di Matrimonio e le Feste nuziali si fanno anche tra le persone facoltose senza veruna solennità, se si eccettui un numero di parenti nelle nozze dei Contadini.

di Nascite e di Puerperio
In occasione di nascite e di puerperio non si costuma veruna cosa straordinaria, ma tutto si fa privatamente.

Lutto popolare e privato in occasione di Morti
Si usa in tali circostanze di portarsi alla Camera del Trapassato a far preghiere per la di lui anima.

Riunioni ed usi Popolari in occasione

di festività religiose annue
Nella festa popolare che accade nella circostanza di solennizzare il giorno di Maria SSma sotto il Titolo del Carmine si ha per costume di correre il Palio in Arno con le Barchette.

di festività religiose straordinarie
Non accade mai di fare feste straordinarie.

Ricreazioni popolari in occasione di fiere annue ed altre simili ricorrenze
Non vi è ne fiera ne altre circostanze da dar luogo a riunioni popolari, se si eccettui la festa della Santa Croce in Castellare, che cade nella Domenica dopo il m. di Maggio di ciascun anno.

Ricreazioni popolari carnovalesche
Pochissime e quasi nessune sono le ricreazioni del Carnevale.

Giuochi pubblici preferiti dal popolo
Il giuoco più ordinario è quello delle Pallottole.

Giuochi privati ai quali propende di più il popolo
Il giuoco favorito dal popolo è quello dei Tresetti semplici, e quello della Bambara, ma di un azzardo assai piccolo, trattandosi che questo regna nella classe meno agiata.
Pre. Gio.i Frullani Piev.o

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Bientina

Ricreazioni Pubbliche e Private in occasione

di trattative di Matrimonio e di Nozze
Nessuna pubblica ricreazione ed in privato nel farsi la Scritta Matrimoniale sogliono chiamarsi l'Estensore della Scritta e due Testimoni ai quali suol farsi un conveniente rinfresco.

di Nascite e di Puerperio
Si invita uno che la faccia da Compare al Neonato e qualche volta la Comare, ai quali giunti dalla Chiesa alla Casa della Puerpera suol farsi un conveniente rinfresco.

Lutto popolare e privato in occasione di Morti
Niente di straordinario suol praticarsi in tali occasioni di morti.

Riunioni ed usi Popolari in occasione

di festività religiose annue
Si annunziano tali feste col suono delle Campane alcuni giorni avanti, più o meno, secondo la maggiore o minore festività, e nella sera antecedente, in alcune di Esse, sogliono farsi nella pubblica Piazza fuochi di gioja e spararsi un numero di così dette castagnole incendiarie.

di festività religiose straordinarie
Si pratica lo stesso che nelle Feste ordinarie, se non che nella vigilia della festa straordinaria, che cade nella Pentecoste, come anche nei tre giorni della medesima nel dopo pranzo sogliono farsi nella Pubblica Piazza del Paese delle ballate col suono dei violini, eseguito da dei forestieri, che ne riportano mercede dai dilettanti del Ballo.

Ricreazioni popolari in occasione di fiere annue ed altre simili ricorrenze
Nessuna ricreazione, meno quella di vedere la maggiore o minore quantità di bestiami e più o meno abbondanza di commercio.

Ricreazioni popolari carnovalesche
Si vede negli ultimi giorni del Carnovale qualche attruppamento di curiosi dietro a poche maschere, mancanti affatto di carattere, ed è pure in detti giorni praticato a notte anche avansata il così detto pianto a quelle fanciulle specialmente più inoltrate nell'età cui è sfuggita l'occasione di maritarsi, cosa che degenera talvolta in improperi e capace di irritare gli animi e produrre sconcerti; è ben vero però che dall'epoca in cui fu sta[n]ziato il Picchetto militare in questo luogo si è assai più cauti e meno arditi in detto pianto.

Giuochi pubblici preferiti dal popolo
Il giuoco prediletto in Bientina è quello del Pallone, che si eseguisce sulla pubblica Piazza, e quando questo manca suole supplirsi con quello delle Boccie, ossiano Palle di legno, che si eseguisce parimente nella Piazza medesima.

Giuochi privati ai quali propende di più il popolo
In ben poche Case suol farsi qualche partita al giuoco detto dei Tre Setti, e in un pubblico Caffè soltanto concorrono poche persone a ricrearsi al giuoco della Tombola nelle serate d'inverno.
P.te Innocenzo Calisti Piev.o di Bientina

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Vicopisano

Ricreazioni Pubbliche e Private in occasione

di trattative di Matrimonio e di Nozze
Primo Ceto
Il giorno della scritta Matrimoniale va il Padre del futuro sposo alla casa della sposa con il Notaro e due persone quasi sempre amiche, si dell'uno che dell'altra, con quello che volgarmente chiamano il Cozzone [il significato letterale di tale parola è “sensale di cavalli”] e fatto l'accordo e fissata la Dote che il Padre costituisce alla figlia, si stipula il contratto, e questo terminato suole farsi un decente rinfresco a tutte le su indicate persone con l'intervento della famiglia, e non soglionsi fare regali alcuni. Il giorno poi del Matrimonio si fa l'invito dei prossimi Parenti, di amici e di persona di qualche distinzione e di due o tre Testimoni che devono esser presenti all'atto matrimoniale da celebrarsi in facie Ecclesie. In casa della sposa si fa un conveniente rinfresco, questo terminato, gli sposi con tutto il corteggio vanno alla Chiesa e sposati che sono, con tutto il seguito sono accompagnati alla casa del padre dello sposo, ove è preparato il pranzo, e non vi interviene alcun regalo.
Secondo Ceto
È costume generale tra i contadini di questa campagna che il giorno della chiesta della sposa, che si fa dal Padre dello sposo e da quello detto il Cozzone, combinata la Dote che il padre assegna alla figlia e fatta la scritta, si fa un desinare dalla casa della sposa al padre dello sposo, del Cozzone e di altri parenti e amici, e dopo di questo lo sposo porta alla sua futura consorte l'anello matrimoniale. Il giorno delle nozze poi sì dall'una che dall'altra famiglia si fa il desinare a tutta botta con l'intervento della maggior parte dei parenti sì dello sposo che della sposa, la quale viene regalata dal capo di casa, detto il capoccia per il primo, e dagli altri commensali per ordine, i quali hanno accompagnato gli sposi dalla Parrocchia alla casa della sposa vestiti decentemente. Tutto questo suole praticarsi anche da quelli del terzo ceto.

di Nascite e di Puerperio
Il costume che è in questo luogo il giorno della nascita di qualche creatura, e particolarmente primogenito e di sesso mascolino, si fa invito solenne dei parenti sì del padre che della madre, e ad un'ora competente si porta il padre del nato, o nata che sia, alla chiesa con il compare o comare. La Balia e qualche fanciulla parente se vi è, battezzata che è la creatura, regala al battezzante un Cero o Torcia e una pezzuola fine che è servita per asciugare il capo del Battezzato, e se il compare è facoltoso regala il Battezzante con pavoli 10 o venti [i pavoli o paoli erano monete metalliche], come pure l'assistente del Battezzante e gli altri che assistito hanno al Battesimo. Tornati a casa si fa un rinfresco decentissimo alle rammentate persone e al resto della famiglia. Nel tempo del puerperio la puerpera è visitata dalle parenti o amiche, e dopo 15 o 20 giorno, va la puerpera alla chiesa con la Balia e riceve dal sacerdote la benedizione, e regala a quello una torcia o cero.
È costumanza generale tra le persone del secondo ceto che il giorno della nascita di qualche creatura, suole invitarsi un gran numero di parenti sì dello sposo che della consorte, in modo particolare di fanciulle, e il padre del nato con il compare, comare, balia che porta la creatura, vestita con la massima eleganza, e con il resto del corteo viene alla chiesa, e terminata la Battesimale funzione regala al battezzante una piccola candela, e quindi ritorna a casa nel modo che sono venuti. Il compare e la comare comprano due pani di grano per ciascheduno e le fanciulle uno, per regalare la puerpera, e tutti sono trattati dal padre del nato a desinare. Nel corso di giorni otto va la madre della puerpera a visitare la figlia, la regala di un paro [di] galline, e una serqua o due [di] uova [una serqua è una dozzina, specialmente di prodotti il cui prezzo si calcola a dodici per volta come appunto le uova], vengono ancora le sorella della puerpera, cognate e parenti dello sposo e tutti regalano la puerpera con galline, pane e pasta. Otto giorni dopo seguito il battesimo, in giorno per altro festivo, vi è il desinare per tutte le sopra indicate persone, e si chiama la scapponata, il desinare è fuor di modo dispendioso e numeroso se la creatura nata è di sesso mascolino, e quindi la puerpera va alla chiesa regala al Sacerdote una piccola candela per la benedizione.

Lutto popolare e privato in occasione di Morti
Primo ceto
Seguita la morte di qualche individuo la famiglia avvisa i parenti della avvenuta morte, e questi vanno alla casa del defonto a consolare i loro parenti, e intanto si mettono el cappello un nastro nero e lo portano per sei mesi o tre, e le donne vestono abiti neri.
Le famiglie del secondo ceto avvenuta la morte di qualche loro congiunto, invitano subito tutti i più prossimi parenti, e se il defonto è un uomo, il parente più a lui vicino in consanguineità va nella camera del morto e con un bastone segna il medesimo, e sopra il di lui corpo fa un poco di orazione, così fa la congiunta se è donna, che la segna con una canna nel modo che sopra, terminata la cerimonia piangono scambievolmente la disgrazia accaduta, e intanto si prepara dalla famiglia del morto il desinare quasi sempre di magro, consistendo questo in baccalà, pesce ordinario, cavoli e fagiuoli, e appena portato via il defonto si pongono tutti a mangiare, nel tempo del desinare piangono quelli di casa la morte del loro congiunto, e gli altri procurano di consolarli con dire "datevi pace, era tanto un buon uomo, Iddio lo abbia in gloria" e in così dire trincano di buoni bicchieri di vino, e così termina il pianto. I congiunti mettono al cappello un nastro nero di scottino, e le donne abiti neri, e dura il bruno tre o quattro mesi. Il fin qui detto lo pratica anche il terzo ceto.

Riunioni ed usi Popolari in occasione di festività religiose annue
Nel Paese di Vicopisano si sogliono fare ogni anno due feste, quella di S. Rocco e quella del SS.mo Rosario. Nella prima è consueto che il Sigr. Festajolo fa la corsa dei cavalli, la cuccagna, consistendo in un pezzo di velluto o bordatino, due o tre pezzuole di colore e quattro o cinque paro galletti. Fa porre tutta l'indicata robba nella cima di un fusto di albero ben pulito, e il primo che arriva alla meta prende la detta robba, e accompagnato da una torma di gente è condotto come in trionfo per le strade del Paese. Di poi vi sono i fuochi d'artifizio e qualche volta vi é stato il volo dell'asino. Nella seconda [festa] con solenne processione si porta per tutto il Paese l'Immagine di Maria SS.ma sopra di un trono pomposamente addobbato con numerosa comitiva di fanciulle vestite tutte di bianco e con torcia.

di festività religiose straordinarie
Ogni cinque anni suol farsi la festa del SS.mo Crocifisso, e questa riesce gradita molto dal popolo non solo di Vico Pisano ma anche da quello dei limitrofi Paesi, che vi concorre in grandissimo numero. Questa festa consiste in una solenne processione che accompagna la Sacra Immagine del SS.mo Crocifisso per tutto il paese, con l'illuminazione per dove passa e spesse volte con la Banda. Terminata la processione suole esserci la corsa dei cavalli e i fuochi d'artifizio.

Ricreazioni popolari in occasione di fiere annue ed altre simili ricorrenze
Nel mese di Maggio i giovani e altre persone si divertono nel gioco detto della targa, consistente nell'appendere ad una fune un Pollo, e con un bastone ad uso di spada il primo che taglia il collo all'animale lo vince e se lo porta a casa e ne fa l'uso che crede.
Parimente in detto mese ogni anno suole cantarsi maggio, che un Poeta in ottava rima o in altro metro a suo piacere canta alle respettive famiglie, accompagnato da violini e violoncelli e altri musicali strumenti e molto popolo, e terminato il canto riceve dalla casa, in lode della quale ha cantato, un regalo di 10 pavoli le prime famiglie, di cinque o tre le altre, e contadini regalano galline, uova e buoni fiaschi di vino, questo ultimo serve il Poeta e i suonatori, e gli altri regali [servono] per il mantenimento della Compagnia del SS.mo Crocifisso.

Ricreazioni popolari carnovalesche
Nel Carnevale, ad eccezione di poche maschere e di qualche festa di ballo, non vi è altra ricreazione.

Giuochi pubblici preferiti dal popolo
Il gioco della Palla a tetto e il gioco delle Boccie.

Giuochi privati ai quali propende di più il popolo
Quelli del primo ceto si devertono a Calabresella, quadrigliati, Bambara, Tombola e Domino, quelli del 2 e 3 ceto al Dominò, Tresette, alla Mea e all'Oca.

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Montemagno

Il Pievano Valli si giustifica di non poter "esser in grado di soddisfare V.S. con esporre le varie costumanze di questo luogo nelle diverse circostanze che mi vengono accennate nel Prospetto in proposito, poichè è soltanto un mese che mi trovo tra questo popolo"

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Fornacette

Ricreazioni Pubbliche e Private in occasione

di trattative di Matrimonio e di Nozze
Fatta che sia "la Chiesta" della ragazza per mezzo di un terzo detto comunemente "Cozzone" [il significato letterale di tale parola è “sensale di cavalli”] e accordati gli interessi della Dote, si suol fare "la Veduta". Questa consiste nel visitarsi i mobili, granajo, bottajo, ecc. della casa ove deve maritarsi la ragazza, da di lei Genitori, o Fratelli, o tutori.
Otto giorni almeno dopo la veduta, il Giovinotto insieme con alcuni suoi più accostanti parenti va a "dar l'anello" alla ragazza, e con ciò dicesi esser Ella fatta sposa. In tal circostanza, come pure il giorno della veduta, si fa un bravo pranzo. Il giorno precedente le nozze il Giovine Sposo, con un altro di sua stretta parentela, va a prendere il corredo, già inventariato, e ciò che appartiene alla sposa, non mai però dimenticata la conocchia, la qual suole portarsi in mano dallo sposo medesimo sedente sopra la cassa, ciò dicesi "Recar la Cassa".
Nel dì solennissimo destinato alla celebrazione del Matrimonio, previo il grand'invito, dai parenti con regali preparati si portano alla casa della Sposa, onde accompagnarla alla Chiesa, in questo tempo cammin facendo scaricano di tratto in tratto,, specialmente i giovinetti, festosi spari di fucili e pistole. Appena prestatosi il vicendevol consenso in facie Ecclesie, tosto s'avvicina alla Sposa una parente più stretta dello Sposo, e subentra nel posto che già occupava la parente della Sposa, ed una ragazza di lei intima amica le pone in petto, come pure allo Sposo, un mazzo di fiori già preparato. Nel ritorno dalla Chiesa si rinnovano con più frequenza dal Codazzo gli spari d'evviva.
Giunti gli Sposi alla casa del loro destino, si presenta all'ingresso di Casa la madre dello Sposo, o altra autorità, con Grembiule spiegato, e lo cinge alla sposa, indi donandole un bacio (che spesso si converte in quel di Giuda) la prende a braccio, e conducela nella stanza per lei destinata. Quivi riceve dai parenti e domestici i "Mi rallegro". Frattanto si pone all'ordine tutto per il magnifico pranzo. Già il tutto è pronto; Gli Sposi occupano i primi posti della mensa, e gli altri si distribuiscono secondo il grado ai parenti. Verso il termine del pranzo, cioè portati i dolci, si fanno dai parenti i regali alla Sposa, e da questa a quelli. La sera si suol fare festa di ballo, e cena agli amici e vicini.

di Nascite e di Puerperio
Dato che abbia felicemente la donna alla luce il parto delle sue viscere, si avvisano le vicine fanciulle, onde quando sia tempo insieme alla raccoglitrice potarlo alla Chiesa per la spirituale rigenerazione. La madre intanto della Sposa, se siavi, o altra accostante parente se no, presta alla puerpera quei servizi, che in tali occorrenze son d'uopo. Nel numero delle amiche fanciulle della sposa, che accompagnano la Creatura al Battesimo, una ve ne suol esssere più intrinseca, che del nome si pregia di Comare. In questo drappello di ragazze, che Corteo si denomina, vi ha luogo ancora quegli che scelto viene a Padrino, o Compare. Ritornato che sia dal Sacro fonte il Corteo gli si appresta un sufficiente gajo rinfresco, dopo il quale lascia talvolta il Compare una ricompensa in denaro alla puerpera, a titolo di protezione del Neonato.
Passato alquanto tempo, ed uscita di puerperio la donna, si fa il solenne invito ai Parenti per la celebre riunione o pranzo, detto comunemente "Scapponata". In questa circostanza si fanno alla Puerpera dei regali dalla di Lei Madre, dal compare e dalla Comare. Dalla madre le si regala una ben lavorata tovaglietta, che dicesi "Battesimo", perché con esso copresi la creatura nel portarsi al Sacro Fonte, parimente una tazza da broda ed un cucchiajo. Il Compare regala le scarpine, e la Comare il vestitino compito con calzine, cuffina o berrettino, il tutto per uso della Creatura.

Lutto popolare e privato in occasione di Morti
Allorche avviene la morte di talun del contado, il capo della famiglia spedisce due, o quattro o più persone per diverse parti col nome di Invitatori a darne avviso ai parenti. I parenti di grado più remoto diconsi invitati e svitati nel tempo stesso, così esprimendosi gl'Inviati: "Vi facciamo sapere che alla tal ora è passato all'altra vita N.N. ditegli segnie[?]".
Diversifica poi la formula dell'invito ai parenti più stretti ed è "Avrete già saputa la trista nuova della morte di N.N. che però se volete segnarlo venite entro la tale ora. Intanto che quest'Invitatori fanno il loro giro, si prepara nela casa del Defonto il Convito di mestizia tutto di magro, e per lo più consistente in legumi e salumi [per salumi si intendono gli alimenti sotto sale, nella fattispecie il baccalà]. Portato che sia via di casa il cadavere, si fanno grandi pianti da tutti (e spesso vedesi piagnucolare ancora taluno cui brilla il cuore) quindi si ricevono i conforti dai parenti invitati e imbandita la tavola su cui non si stende la tovaglia, ma ben piegata però si pone da una parte, si da principio alla refocillazione dello stomaco.
Non si usa ne minestra ne zuppa, ma incominciasi dai fagioli o ceci, di poi si viene ai salumi. Non si fa uso per bere di bicchieri di cristallo, ma bensì di grandi tazze o di grossi vasi di terra cotta. In questa circostanza si porta in tavola del vino più generoso che s'abbia in casa. Si discorre delle buone qualità e doti del defonto e se ne fa il panegirico, fosse stato anche il più birbo degli uomini, e bene spesso prorompesi ad alta voce in quest'esclamazione " Ah! il grand'uomo ch'egli era! Dio l'abbia in Gloria!"
E intanto si da di piglio al vaso del buon vino e cionca.

Riunioni ed usi Popolari in occasione

di festività religiose annue
Nell'annue solennità suole farsi il pranzo più lauto, al quale intervengono i parenti di stretto grado, già invitati, che sonon o incidentalmente o elettivamente fuori dalla casa paterna. Tal riunione però nella Pasqua di Resurrezione è solita farsi nel secondo giorno, attesoche nel primo piamente costumasi, che tutti della amiglia prima d'andare a mensa, si chiedano l'un l'altro perdono.
Questa cerimonia si fa genuflessi e dopo breve orazione. Il Padre, o Capo della famiglia suol essere il primo a rompere il silenzio, e chiede perdono alla Massaja, quindi a tutti gli altri dal grande fino al piccolo. Così pure fanno successivamente gli altri, osservandosi nella nominazione individuale l'età ed il grado di ciascheduno.

di festività religiose straordinarie
Nelle feste straordinarie non v'è che l'uso di invitare a pranzo i parenti e gli amici, che dimorano fuori dalla Cura.

Ricreazioni popolari in occasione di fiere annue ed altre simili ricorrenze
Alle Fornacette, non essendovi ne fiere ne altre annue ricorrenze rimarchevoli, perciò non vi sono ne usi ne ricreazioni.

Ricreazioni popolari carnovalesche
Siccome presso gli altri popoli, così presso il popolo delle Fornacette, nel Carnevale v'è il costume di immascherarsi e travestirsi, di fare veglie, ossiano trattenimenti e conversazioni, di dare qualche festa da ballo, e di fare dei festini e cene fra gli amici. Talvolta costumasi che le ragazze vadano a passare una parte del Carnevale in casa dei parenti e degli amici della famiglia, e ciò dicesi volgarmente Scarnevalare.

Giuochi pubblici preferiti dal popolo
Nelle stagioni dell'Autunno, dell'Inverno e della Primavera il passatempo e divertimento pubblico, in cui si occupa nei giorni di Sciopero il popol è il giuoco delle Palle da terra. Nella stagione dell'Estate, e in qualche parte ancor dell'Autunno, la gioventù soprattutto dilettasi del Gioco dell'Anatre e dei Tacchini, i quali appesi vivi per le gambe ad una corda stesa in alto, servono di segno ai concorrenti così: gettata la sorte, quegli a cui tocca di battere il primo, prende una lunga spada, o bastone, e da certa stabilita distanza muovendo frettoloso il passo tira il colpo alla volta del capo del sospeso animale. Se ha la fortuna di staccargli a questo tiro la testa, egli è il vincitore, se no batte il secondo, a cui se neppure sortisce il totale staccamento va il terzo, e così succesivamente finchè non venga staccato il capo dell'animale da uno dei giocatori. Il gioco della Palla a tetto e il gioco delle Boccie.

Giuochi privati ai quali propende di più il popolo
Per somma miseria, e disavventura delle povere famiglie, ad ogni altro divertimento e giuoco si preferisce specialmente da quei del paese, il privato giuoco delle Carte.
Fornacette lì 2 Marzo 1842
R.e Massimiliano Barsotti Pio.

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