UN PROCESSO PER STUPRO NELLA VICOPISANO DEL
600.
di FILIPPO MORI
Il sistema giudiziario toscano del XVII secolo prevedeva
la pena di morte ma, osservando gli esiti delle sentenze, dobbiamo rilevare
che in genere si ricorreva raramente a questa forma estrema di pena.
Molto più frequenti erano i ricorsi al confino, ai lavori forzati
o alla galera (intesa come imbarcazione), anche per periodi molto lunghi,
oppure alla ammenda pecuniaria.
Il fatto che anche per reati assai gravi si ricorresse a questo tipo
di sanzioni è facilmente spiegabile con l'immediato vantaggio
che tali pene recavano allo stato toscano: con la galera si fornivano
forze per la marineria toscana, con i lavori forzati si ottenevano lavoratori
a costo zero e con il confino si popolavano zone disagiate che nessuno
voleva popolare (ad esempio Livorno o Portoferraio).
Talvolta però il ricorso alla pena di morte era obbligato, specie
di fronte a delitti efferati. Nei documenti sottostanti osserveremo
tutto l'iter processuale di un caso di stupro, effettuato ai danni di
una bambina dal patrigno.
In genere contro lo stupro era prevista o la composizione del danno
tramite denaro, oppure il matrimonio riparatore. In questo caso trattandosi
di Incesto non erano possibili nessuna delle due ipotesi, per cui il
processo termina con la condanna a morte dell'imputato.
L'inquisito Clemente Cuoiani era uno dei "birri", ovverosia
un componente della cosidetta "famiglia del Bargello" una
sorta di Poliza Locale che era agli ordini del Bargello. Per tale motivo
la querela viene sporta dal Bargello in qualità di suo superiore,
e non dal "Sindaco" (che era la persona che si occupava di
denunciare al Vicario tutti i reati commessi nel proprio Comune, i cui
compiti non avevano niente a che vedere con il significato attuale dela
parola).
L’esecuzione, come tutte le pene in quel periodo, doveva essere
pubblica e veniva perciò eseguita di fronte alla cittadinanza
in un luogo deputato a tale scopo. Ad esempio ancora alla fine del Settecento
viene ricordata la colonna della Gogna che si trovava nell’attuale
piazza Cavalca (posta nella zona dell’attuale edicola), oppure
è da molti conosciuta l’esistenza delle Forche, poste queste
verso la Via Crucis.
Il sistema di datazione in corso è ancora quello detto "ab
incarnationem" nella variante detta "stile fiorentino"
che cominciava il computo dell’Anno dal 25 Marzo. Perciò
dal 1 Gennaio fino al 24 Marzo si era ancora nell’anno precedente.
Tutto il processo si svolge quindi dal Febbraio al Luglio 1673. Tale
sistema di datazione fu abbandonato solo nel 1750 quando si adottò
il sistema attuale.
DENUNCIA DEL BARGELLO
Addì 8 febbraio 1672 [1673]
Avanti al Molto Magnifico Illustrissimo Signor Vicario di Vico Pisano
e sua honoranda Corte et Offitio Compare l'Ill.mo Capitano Agostino
Bucalossi, Bargello di detto Vicario e ci riferisce come essendo stato
riferito da Amico Segreto come circha a quattro mesi da Clemente
di Niccolaio Coiani ha forzatamente Violato Pasqua
sua figliastra e del medesimo Clemente ne è restata sverginata
con Incesto e Violenza dove detto Comparente ha fatto Cattura del med.o
Clemente e della sudd.a Pasqua e condotti in Carcere segrete di V.E.
Ill.ma facendo Istanza a procederglisi contro di queste sopra secondo
la legge e bandi di S.A.S e similmente fa istanza siano esaminato Francesco
fratello della sudd.a Pasqua, e donna Margherita sua Madre delli med.i
i quali sono stati di Comp.te condotti in Corte e tutti a favore del
fischo si comè í sta[?] a esaminarsi per informatione
lappiè nominati testimoni sua Vicini per sentire da medesimi
se avessino sentito romore quando d.o Clemente sverginò la sud.a
Pasqua sua figliastra è tutto. In ogni miglior modo riservandosi
il Compr.te facultà in d.a Causa di fare nuove Comparse bisognando.
Testimoni
Donna Maddalena Vedova
D.a Piera di Lorenzo Magaglini.
INQUISIZIONE
Ex Officio et a querela di Agostino Bucalossi Bargello di Vicopisano
e doglianza di Pasqua di Domenico detto il Sargentino
e per atti q. si fa e procede contro :
Clemente di Niccolaio Cuoiani da Castel Franco di Sotto
essendo famiglio del detto Bargello commorante in Vico Pisano
Perché il suddetto Inquisito come persona lussuriosa e poco timorato
delle Divine Scritture et Libri nonostante che più anni sono
pigliasse per moglie la Donna Margherita Madre della Suddetta dogliente
e che sotto la sua custodia tenesse in casa sua la medesima Pasqua sua
figliastra fanciulla di c.ca 13 anni, del mese di Ottobre 1672 sotto
suo vero giorno et hora si ritrovassero in casa l’inq.to e la
sud.a dogliente, esso inq.to con lusinghe e buone parole tentasse di
deflorare e conoscere carnalmente la detta Pasqua, che ciò da
essa denegarli, quella pigliasse e abbracciasse e con forza et violenza
la buttasse a terra e nonostante la medesima dogliente cominciasse a
piangere e gridare, li alzasse i panni e forzatamente l’allargasse
le coscie, montatali a dosso quella sverginasse e deflorasse, contra
di lei voluntate con intrometterli il Membro Virile nella Natura, con
consumare l’atto venereo con detta Pasqua contro la di lei voluntà
e doppo aver soddisfatto ai suoi sceni e sensuali appetiti quella minacciasse
di accidere con stilettate se ne parlava o diceva ad alcuno, detto seguiti?
havendo il fatto e commesso il Sud.to Inq.to contro la verginità
di detta Pasqua sua figliastra con Incesto di primo grado, Violenza,
Adulterio accontro le Sacre Scritture et libri Sacri perciò contro
la suddetta.
L’INTERROGATORIO DI PASQUA
Addì 8 febbraio 1672
Dal Cap.no Agostino Bucalossi Bargello di Vicopisano fu presentata una
querela contro Clemente Cuoiani famiglio del Tenore Che in Atti
Il S.e Vic.o e suo S.e Cav.e ecc. Cond.ta in Corte Avanti
Pasqua di Domenico di Francesco detto Il Sargentino
di Orentano deflorata et incestuosa Sud.a alla quale dato il giuramento
come giurò etc.
Domandata delle sue qualità personali Risponde Io sono fanciulla
et ho mia madre, e un fratello che si chiama Francesco et il Patrigno
mio che è marito di mia madre, che si chiama Clemente Da quanti
letti habbino in loro casa R. un solo letto abbiamo ma quando il mio
patrigno viene a dormire a Casa io dormo sur una cassa D. che età
abbia le lì R. haverò da dodici in quattordici anni, e
ciò mia madre lo sa lei D. se mai da alcuna persona lei li sia
stata mai tentata o richiesta nell’honore R. Lui solo, Signore,
mi sforzò D. chi sia detto tale che la sforzò R. Clemente
Cuoiani mio patrigno mi sforzò, ché non volevo acconsentire,
che mi butto a terra lì dal fuoco e per forza mi alzò
i panni, che io gridavo e si cavò l’uccellino dei calzoni,
e me lo messe nella Cioncia, che mi fece male, chè mi fece uscire
dalla cioncia del sangue, che mi stette a dosso più di un credo,
che arrivò mio fratello Francesco, che me lo trovò a dosso
e lui all hora restò, et io li dissi lo vò dire a mia
Madre, e lui mi disse se glielo dici ti vò cacciare uno stiletto
nella Gola. D. Quando seguiva quanto sopra R. Che mi sforzò sarà
di quattro mesi, che fu del mese di Ottobre passato, un giorno di lavoro,
che di poco sonato Mezzogiorno D. Come facesse Clemente a sforzare lei
R. lui prima con le buone mi richiese, et io li dissi sono per me vostra
figliola e non vò fare queste cose, se bene sono povera Dio mi
aiuterà, e lui mi disse se tu non mi voi per amore, ti vò
fare per forza e mi prese sotto le braccia, e mi buttò per forza
in terra e mi fece quello ni ho detto di sopra, che io all’hora
vistomi allargare le coscie e salirmi a dosso cominciai a piangere e
gridare, e lui mi disse se tu non stai cheta ti ammazzerò D.
L’INTERROGATORIO DEL FRATELLO
Addì detto [8 febbraio 1673]
Costituito personalmente avanti accompagnato Francesco di Dom.co detto
Il Sargentino ragazzo come dall'aspetto dimostra di c.ca dieci anni
al quale non fu dato il giuramento ecc..
D. se lui abbia sorelle R. si che ne ho una che è fanciulla che
si chiama Pasqua D. se abbia il Padre vivo R. mio padre non è
vivo che morì cinque o sei anni sono, ho bene il Patrigno che
si chiama Clemente che fa il Birro , che mia madre lo prese c.ca due
anni sono D. se da quattro o cinque mesi sono alla d.a Pasqua sua sorella
li sia stato fatto male alcuno R. c.ca tre o quattro mesi sono del tempo
che si ricoglie le castagne un dì che facevamo il bucato e mia
Madre non era in casa et Io il sud.o Clemente mi mandò a comprare
un boccale di vino, e rimase lui e Pasqua mia sorella in casa, e quando
tornai sentii che d.a mia sorella gridava e piagneva Oh Dio Mio Oh imme.
Io entrai in casa e trovai in terra distesa li dal fuoco la d.a Pasqua
mia sorella con i panni alzati e a coscie larghe e a dosso li era il
sud.o Clem.te con i calzoni alzati che li ha a gonnellino e viddi che
stette a dosso a mia sorella un pezzetto, che io ho visto quello, escii
fori dell'uscio accio non mi desse e poi chiamai e rientrai in casa,
che a punto d.o Clem.te si rizzava da dosso a d.a mia sorella e viddi
che si rimetteva ne calzoni l'uccello, e alla mia sorella che era restata
lì in terra con le coscie nude e i panni alzati veddi che li
usciva del sangue dalla fica, che ne rimase delle gocciole lì
in terra e la mia sorella disse lo vò dire a mia Madre, e lui
disse se tu gliene dici vò ammazzarti con uno stiletto e poi
me ne vò andare in quello di Lucca, et se ne andò fuora
et è stato un pezzo senza tornare a casa. Noi lo dicemmo a Nostra
Madre, quale cominciò a piangere e gridare D. se sappia che altre
volte d.o suo Patrigno habbia fatto tali cose a d.a sua sorella R. Sig.e
no, che io sappia et abbia visto D. se altri vedeva detto Clemente e
sua sorella fare quello lui ha deposto R. Sig.e no, che non ci era nimo
e i nostri vicini erano fuori alla Campagna, che era sull'ora di Mezzogiorno
D. se lui abbia detto quanto sopra ad alcuna persona R. Sig.re no, che
lui mi haverebbeci d.o Clemente ammazzati Monit. dire la verità
R. la verità l'ho detta certa. Onde ... fu licenziato.
L’INTERROGATORIO DELLA MADRE
Addi detto
Comp.a pers.te avanti e accompagniata D.a Margherita fig.la di Pauolo
Lazzeroni et al presente Moglie di Clemente Coiani famiglio del Bargello
di Vicopisano commorante in d.o luogo alla quale dato il giuramento
come giurò et Toccata et Monita.
Domandata quanti mariti habbia hauto Lei Costituita Rispose io ho havuto
quattro mariti con questo che ho adesso che Clemente Coiani D. se da
primi sudd.i mariti ne habbia figlioli R. S.e si che da Domenico di
Francesco detto il Sargentino di Orentano 2° mio marito ne ho due
figlioli cioè un maschio e una femmina che la femmina si chiama
Pasqua et il maschio Francesco. Che lui è morto saranno Circa
otto anni che lui è morto D. quanti hanni habbi la Pasqua figlia
di essa R. lei averà tredici anni poco più o poco meno
D. quanto tempo sia che ha per Marito d.o Clemente Coiani R. a settembre
a venire sarà cinque anni che io l'ho D. se sappia o sia informata
che a la Pasqua figlia di lei da quattro o cinque mesi in qua gli sia
stata fatta violenza o sforzo di sorte alcuna R. Sig.re per quello [che]
mi ha detto Fra.co mio figlio che me lo disse domenica prossima passata,
Clemente mio marito in un giorno circa tre o quattro mesi che sono che
fu del mese di ottobre prossimo passato buttò in terra dal fuoco
la Pasqua mia figlia e la sforzò e io sentito questo ne domandai
a detta Pasqua e lei me lo negava la presi per in collo mi confortò
che un giorno circa l'Ave Maria di Mezzogiorno o poco più che
io non ero in casa che d.o Clemente mi haveva mandato a comprare quattro
crazzie di carne, e Fr.o mio figlio lo mandò a comprare un boccale
di vino e rimasero loro due soli in casa. Detto Clemente la sforzasse
e la buttasse in terra e per forza non stante che lei gridasse gli volette
levare la verginità.
Io ciò inteso cominciai a piangere e gli dissi sciaurata perchè
non me lo hai detto prima e lei disse non ve l'ho detto perchè
lui mi disse che se io lo dicevo mi voleva dare D. se d.a Pasqua gli
habbia detto che d.o Clemente l'habbia altre volte di poi sforzata R.
Sig.re no D. se d.a sua figlia gli dicesse come detto Clemente facesse
a sforzarla R. lei mi disse che per forza d.o Clemente l'haveva butta
per terra lì dal fuoco e che lei gridava e piangeva e non gli
ho potuto cavare di boccha altro D. se sappia che ad altri d.a sua figlia
abbia detto che d.o Clemente l'habbia sforzata R. Sig.e no D. se sappia
che d.a sua figlia habbia ... con alcuna persona che d.o Clemente l'habbia
sforzata R. S.re no che io sappia D. quanto tempo sia che non ha visto
d.o Clemente suo marito R. l'ho visto ... sera che per prima doppo havere
fatto detta violenza e sforzo alla mia figliola stette dua mesi senza
venire a casa, e poi se ne veniva di quando in quando che è un
huomo così così e .... che andava da una tale detta La
Borgaccia che io ... non mai in casa D. che alla corte vien ragguagliato
che d.a sua figliola e d.o Franc.o suo figliolo gli dicessero subito
lo sforzo fatto da d.o Clemente alla d.a Pasqua però dica la
verità se non vuol mandare in Luogo la Sua Spedizione R. S.re
Domenica passata me lo dissero che se prima l'havessi saputo io haverei
rimediato e non gli haverei fidato più d.a mia figlia e sua figliastra
come gli ho fidato per prima, che non credevo che un patrigno havesse
a fare queste cose alle figliastre D. quanti letti habbia lei R. Ho
un letto solo ma quando mio marito dormiva meco ... a casa la facevo
d.a mia figlia dormire sopra di una cassa dove gli facevo un pò
di letticciuolo D. Chi siano i vicini di lei R. mie Vicina è
la Piera e non c'è altri vicini perchè le case son lontane
D. Se sappia che alcuno sentisse piangere e gridare d.a Pasqua sua figlia
quando ricevette d.o sforzo da d.o Clemente R. S.re no, che a casa non
vi era nimo de vicini Monita di dire la verità R. la verità
l'ho detta onde ... fu licenziata
L’INTERROGATORIO DEL PATRIGNO INQUISITO
Addi 8 detto
Scarcerato e condotto pers.te avanti Clemente di Niccolaio Coiani da
Castelfranco di Sotto famiglio di questo Bargello commorante in Vico
Pisano Imputato Sudd.o al quale dato il giuramento come giurò
et Toccato e Monito.
Domandato delle sue condizioni personali Rispose Io sono famiglio di
questo Bargello di Vico Pisano non ho Padre ne Madre ho Moglie una tal
Margherita di non so chi ho una figliola e due figliastri cioè
un Mastio, et una femmina si chiama Pasqua e il mastio Francesco che
sono figlioli di detta Mia Moglie D. quanto tempo sia che ha per moglie
la sudd.ta Francesca [Margherita] R. Sarà quattro anni in circa
D. Che tempo abbia la sudd.ta Pasqua sua figliastra R. Io credo che
averà sedici o diciassette anni o così in circa D. Di
che qualità sia detta Pasqua R. Lei è fanciulla et è
Buona Figliola et ubbidiente a sua Madre et a me et è timorosa
di Dio D. Se dal Mese di ottobre passato lui fusse qui in Vico Pisano
o altrove R. Ero in Vico Pisano che sono famiglio dal Bargello D. Se
in d.tto Mese si ritrovasse mai in sua casa solo con detta Pasqua sua
figliastra R. Sig.e no, che io mi ricordi D. Se habbia detta Pasqua
per Persona da dire la verità R. Sig.ri si che lei e persona
da dire la verita Certi.ma D. Se in detto Mese di ottobre lui dette
denari ad alcuno per comprare Carne R. S.ri no, che io mi ricordi D.
Se si sia mai ritrovato per alcuno tempo solo con detta Pasqua R. Sig.ri
si è mia figliastra D. Se sappia che alla Sudd.ta Pasqua da quattro
o cinque mesi in qua si sia stato fatto Insulti Violenza o Sforzi di
sorte alcuna R. Io Sig.ri non ne so queste cose e Lei è fanciulla.
Dettoli che alla Corte viene ragguagliato che al Mese di Ottobre passato
Mille Seicento Settantadue lì nella sua casa la sudd.ta Pasqua
fosse sforzata e con Violenza sverginata e che Lui non solo lo sappia
ma che Lui Medesimo sia stato quello che l'ha sverginata R. (Tremando
et arrossito ... con voce flebile) Sig.ri non e vero.
Dettoli che se non fusse vero non sarebbe stato ragguagliato alla Corte
e però dica la verità se non vuole mandare in luogo la
sua Spedizione R. non è vero non ho fatto questa cosa et ad altre
repliche ed Interrogazioni ... R. Come sopra e per essere l'hora tarda
fu mandato al suo luogo conanima?
LA VISITA DELLE BALIE
Si fanno venire al Tribunale … due ostentrici pratiche per farsi
visita alla Sudd.ta Pasqua.
Addì 9 febbraio 1672
D.na Lucrezia di Andrea Bernacca di S.Gio. alla Vena
D.na Bartolomea di Gio. Menotti di Vico Pisano
D.na Lorenza di Michele Guelfi di detto luogo
Domandate del loro esercizio Risposero Noi siamo levatrici e ricoglitrici
di bambini D. se come tali riconoscono se una Donna sia fanciulla o
no R. Sig.re sì, che ci Basta l’animo a riconoscere se
una donna sia fanciulla o no.
Al hora fatta scarcerare la sudd.a Pasqua e fattala condurre nella camera
a piè della scala e fatte venire nella medesima stanza le sudd.e
Lucrezia, Bartolomea e Lorenza e dettoli che visitano la sudd.a Pasqua,
che li vedano davanti e che poi riferischino se sia fanciulla o no e
darli comodità, e fatto serrare l’uscio di detta Camera
e doppo di essere stata così serrata in essa stanza per lo spazio
di tre misereri o Cori, s’apersero e vennero giù al banco
e di nuovo […] avanti le medesime… [ripete i nomi]
D. se habbino visitato la detta Pasqua di Domenico detto Il sergentino
come li era stato ordinato R. ciascuna di loro disse Signore sì
che l’abbiamo visitata la Pasqua sudd.a come V.S. ci ha ordinato
e haviamo visto e riconosciuto che lei non è fanciulla e che
è stata sverginata D. da quello habbino riconosciuto che la d.a
Pasqua non è fanciulla e che è stata sverginata R. e ciascuna
di loro dice per haverli ritrovato la natura allargata e rotti i pannelli
e velo verginale et havere havuto commercio con huomini e non essere
più fanciulla. In causa? Di loro sapere D. a ciascuna di loro
chi era per essere levatrici e pratiche in detta Arte e quella esercitare
et havere esercitato da molti anni in qua per qui a Vico et Altrove.
L’INTERROGATORIO DELLE VICINE
Addì 11 febbraio 1672
Compare qui davanti precettata Maddalena Vedova del quondam Niccolaio
di Michele, commorante in Vico Pisano alla quale dato il giuramento
come giurò Toccata et Monita
D. se conosca una certa Pasqua, figliola di Domenico detto Il Sergentino,
e figliastra di Clemente Cuoiani Fam.o R. sì che lo conosco D.
se d.a Pasqua sia fanciulla, maritata o Vedova R. che lei era fanciulla
ma adesso non è più fanciulla perché è stata
sverginata da Clemente Cuoiani suo patrigno per sentito dire da Franc.o
suo fratello; che me lo disse domenica mattina, e ancomi disse pure
Domenica guarima passata che lo il suo patrigno sudd.o l’haveva
sverginata D. quando fosse d.a Pasqua sverginata da D.o Clemente R.
dicono che fu al tempo della caduta delle castagne passata che cominciano
a cadere nel mese di Ottobre D. come lei stia vicina alla Casa di d.a
Pasqua R. Signore sì che le sto vicina D. se da quattro o cinque
mesi in guarime habbia mai sentito gridare o piangere d.a Pasqua R.
Signore no e poi non posso sentire quello segue in casa loro e il giorno
sono sempre fuori a fare la legna e altre faccende per vivere D. se
d.a Pasqua habbia mai detto a lei di essere stata richiesta da d.o Clemente
suo Patrigno R. Sig.re no e lei non mi ha detto se non quello ni ho
detto sopra che me lo disse domenica mattina passata alla presenza di
suo fratello che mi disse che suo patrigno per forza la buttò
a terra e li messe in capo i panni e la fottè e sverginò
ma che non gliene ha fatto se non una volta sola D. se sappia che d.o
Clemente habbia detto a homo… … in alcuno di havere fottuto
d.a Pasqua R. …. e … non me lo ha detto D. … se dica
la verità R. la verità l’ho detta certa.
Addì 19 febbraio
Comparisce pers.te avanti precettata D.a Piera di Lorenza di Paolo Magaglini
di Vico Pisano teste sudd.a alla quale dato il giuramento come giurò
Toccata et Monita
D. se conosca un tale Clemente di Niccolaio Coiani fam.o R. sig.re si
che lo conosco che e' fam.o del barg.o D. se sappia dove di presente
si ritrovi il sud.o Clemente R. so che lui è in prigione D. se
sappia la causa pe la quale d.o Clemente era prigione R. io ho sentito
dire che lui sia prigione per avere per forza sverginato una sua figliastra,
che si chiama Pasqua, e che Franc.o suo fratello gliene trovasse a dosso
D. dà che lei teste l'abbia sentito dire R. l'ho sentito dire
al medesimo Franc.o fratello di detta Pasqua pochi giorni ancora che
d.o Clemente entrasse prigione e non l'ho sentito dire ad altri D. se
d.a Pasqua li habbia mai a lei discorso di havere havuto che fare con
d.o suo Patrigno R. S.re si, che una dom.ca mattina c.ca 15 o 20 giorni
sono mi disse a me, et a sua madre et alla Maddalena che l'aveva d.o
Clemente sforzata e la buttò a terra e li salì a dosso
e non ci disse altro D. se abbia per avanti sentito dire alla d.a p.
oltre alla sud.a domenica che d.o Clemente l'abbia sforzata R. non mi
ha detto altro se non quello ni ho detto, che dice seguì di Mese
di ott.re passato D. come stia vicina alla sudd.a P. R. li sono vicina
a uscio a uscio D. se habbia per tempo alcuno habbia mai visto il d.o
Clemente e P. in loro casa soli R. manca le volte, che li ho visti soli
in casa D. se nel tempo che ha veduti soli in casa d.a P. e Clemente
habbia sentito la med.ma Pasqua piangere o gridare R. sig.re no. Monita
dire la verità R. la verità l'ho detta certa.
Onde ecc.. fu di commissione licenziata , et Ordinato formarsi l'Inquisizione
contro il sudd.o Clemente
SI LEGGE NUOVAMENTE L’INQUISIZIONE
Addì 19 febbraio 1672
Scarcerato e cond.o p.te avanti Clemente di Niccolaio Coiani imputato
sudd.o al quale dato il giuramento ecc.. D. se habbia da dire o deporre
cosa alcuna senza essere interrogato R. io Sig.ri non posso dire altro
D. che si risolva dire la verità circa quello altra volta è
stato interrogato se non vuol mandare in luogo la sua spedizione R.
io la verità l'ho detta D. che alla Corte vien ragguagliato che
lui habbia deflorata e sverginata la P. sua figliastra ... di D.a Margherita
Moglie di lui Costituito presente R. non è la verità a
detta P. voglio bene quanto se fosse mia figlia vera.
Allora letta l'Inquisizione contro di lui formata alla quale con seg.to
risponderà [le restanti due righe sono per lo più incomprensibili]...
il contenuto in essa contro ... dicendo come fusse io vergine dal che
donna come sono di detta Pasqua rimetterà alle sue ... non dimeno
volendo ...
Gio. di Michele Marini e And.a di Gio Baciocchi testi al quale fu assegnato
termine di sei giorni a fare la sua difesa
IL CONFRONTO FRA PASQUA E CLEMENTE
Addì 28 Marzo 1673
Si ricevette la lettera di resoluzione dal Magistrato de Sig.ri Otto
del 23 stante Committente torturare del Tormento della fune sudd.o Clemente
di Niccolaio Coiani per lo spazio di un hora in due volte ... cioè
mezzora per volta ...
Scarcerata e comp.a pers.te avanti Pasqua di Domenico del Sargentino
alla quale dato ecc. D. se quel tanto depose per verità come
disse nella sua prima Audizione sia pronta a mantenerlo in faccia a
chi bisognia R. Sig.re si lo manterrò perchè io dissi
la verità. Onde accettato ...
Addì detto
Scarcerato e comp.o pers.te avanti nella stanza del Tormento avanti
alla presenza del Comp.te di sopra come del Notaio cavaliere Clemente
di Niccolaio Cuoiani Imp.to et Inq.to Sudd.o al quale dato il giuramento
ecc..
D. se sia risoluto a dir meglio la verità meglio di quello non
ha fatto ne l'altra sua esam.ne R. quel che ho detto ho detto D.li che
sia fatto venire quì nella stanza del Tormento acciò si
disponga meglio a dire la verita circa lo stupro che si dice da esso
commesso nella persona della Pasqua sua figliastra però si risolva
a dire la verità altrimenti toccherà della fune R. guardate
quanti ce ne sono lassù delli impicahti, quel che ho detto ho
detto D. che cosa dirà quando si sentirà dire in faccia
quando quello li sarà detto in faccia R. io dirò che non
è la verità.
Allora ad ogni buon fine ad effetto e per maggiormente indurlo a dire
la verità fu fatta scarcerare detta Pasqua stuprata et addottala
in faccia al sudd.o Clemente e datoli giur.to di dire la verità
come giurò ecc...
Detto alla sudd.a P. che dica qui in faccia a Clemente suo patrigno
presente et audiente quel tanto dice gli facesse del mese di Ottobre
passato.
Voltasi verso detto Clemente disse:
- Voi che mi havevi a portare rispetto e farmene portare mi havete sverginato
che mi alzasti i panni mi buttasti in terra e mi facesti quello sapete
voi.
Clemente presente et audiente disse:
- Tu puoi dire quel ma non è vero
Poi doppo più e scambievoli repliche fra essi stando ciascheduno
ne suoi detti fu remossa detta Pasqua e mandata al suo luogo e proseguito
l'esame a d.o Clemente e di nuovo datoli il giuram.to come giurò
ecc.
D. che cosa abbia che dire adesso che si è sentito dire in faccia
dalla Pasqua sua figliastra che lui l'abbia sverginata R. non posso
dire queste circa non è vero e lei può dire quello che
vuole D. che se non fusse la verità la d.a Pasqua non l'haverebbe
detto e non gniele haverebbe detto in faccia R. lei può dire
quello che vuole ma non è vero.
LA TORTURA
Monito e benignamente avvertito a dire la verità
altrimenti gli si farà dare della fune e di molta R. io non posso
dire altro. Allora veduta la sua pertinacia fu ordinato legarsi et al
Canapo sottoporsi et essendo dalli Elevatori detto di essere ogni cosa
all'ordine fu di nuovo monito a dire la verità
e non si fare strappare R. io non posso dire altro D. che se non dice
la verità si farà Elevare in alto R. che volete voi che
io dichi non posso dire altro.
Allora fu voltato l'oriuolo a polvere e fu ordinato farsi elevare in
alto, che doppo di essere elevato in alto disse:
- Gesù mio, Santa Madonna D. che si risolva a dire la verità
altrimenti starà un pezzo sul tormento R. Sig.re è vero
la buttai in terra e gli alzai i panni e la fottei una volta sola. D.
se nell'atto che lui dice fottè detta ragazza ci fusse alcuno
in casa R. Sig.re no, che il ragazzo l'avevo mandato a comprare il vino
D. se nell'atto che sforzo d.a Pasqua sua figliastra lì in casa
comparisse alcuno R. doppo havere fottuto detta Pasqua tornò
il ragazzo da comprare il vino D. come facesse a fottere d.a Pasqua
R. lei era li al fuoco che mi cocinava io gli dissi ti vorrei chiavare
un poco et io la buttai in terra gli alzai i panni e la fottei D. in
che luogo propio fottesse d.a Pasqua R. la fottei li dal fuoco D. che
si risolva meglio a dire la verità se vole essere calato , come
veramente seguisse d.o fatto R. io nel'ho detto la buttai in terra e
gli alzai i panni e la chiavai di dal fuoco D. se altre volte habbia
chiavato d.a Pasqua R. S.re no, che non sono mancho più stato
in casa da quando la chiavai, eramo dal tempo che si coglieno le castagne.
Monito di nuovo a dire la verità se vuole essere calato R. la
verità l'ho detta.
E doppo di essere stato sul tormento elevato per lo spazio di c.ca un
ottavo di hora fu di nuovo dettoli se altre volte oltre alla
prima da lui confessata habbia chiavato d.a P. R. Sig.re no, una sola
volta l'ho fottuta come ni ho detto.
Onde ... fu ordinato calarsi, sciorsi rassettarseli le braccia
e mandato in segreta assieme con un famiglio ad effetto di sfuggire
ogni subornazzione ne potesse seguire stante li carcerati che si ritrovano
nelle segrete.
LA CONFERMA DELLA CONFESSIONE
Addì 29 Marzo 1673
Veduto expirato un giorno naturale e più quattro hore da che
fu torturato il sud.o Clemente fu ordinato farsi scarcerare ad effetto
di farli ratificare la confessione fatta nel tormento et tutto senza
pregiudizio delle ragioni fino ad hora acquistate in ragione del fisco
et ad ogni miglior modo
Scarcerato e Cost.to pers.te avanti nella stanza d.a il salotto luogo
lontano alla stanza del tormento et in pristina libertà alla
presenza del S.re Bart.eo Donati cavaliere Clemente di Niccolaio Coiani
sudd.o al quale dato ecc.
D.li che si è fatto condurre quì nel salotto luogo lontano
al timore e stanza del Tormento acciò dica se quello hier mattina
disse nella stanza del Tormento e nel tormento della fune esser sia
la verità R. io quello dissi hier mattina nel tormento della
fune è la verità certa e tutto quello hier mattina deposi
di haver fottuto la Pasqua mia figliastra per verità lo confermo
e ratifico D.li che se non è la verità quello depose avverta
perchè si tratta di materia che li può dare pene afflittive
di corpo e disonore ancora R. che vole ella che io dica, Io dissi la
verità e non posso dire altro.
Al hora letto l'esame fattoli sotto dì 28 d.o cioè le
domande che li furno fatte, e le risposte che lui diede nella stanza
del tormento e nel tormento della fune che comincia “Addi 28 Marzo
1673 Cost. p.te avanti” e finisce “fu ordinato calarsi”
de verbum ad verbum a sua piena e chiara intelligenza e da esso benissimo
intese come disse e D.li se quel tanto ha sentito leggersi siano per
l'appunto le domande e risposte che li furno fatte, e che lui diede
hier mattina sul tormento R. quello che V.S. mi ha letto è per
l'appunto tutto quello io dissi e che lei mi domandò quando hier
mattina mi esaminasti sul tormento della fune e dissi la verità
D. se habbia da levare o soggiungere cosa alcuna a d.o suo esame R.
posso soggiungere ne levarci cosa alcuna a d.o mio esame per che dissi
la pura verità D. se adesso per verità d.a sua deposizione
e confessione la confermi R. Sig.re si, che d.a mia confessione in tutto
e per tutto et in tutte e singule sue parti per verità la confermo
e ratifico D. se sappia scrivere R. Sig.re io non so leggere ne scrivere.
Al hora ad ogni buon fine et effetto già che non sa scrivere,
li fu ordinato che faccia in piè della presente esame e ratificazione
una croce, che à tal fine li fu dato comodità di penna
e fece la croce che appresso [croce]
Monito a dire la verità R. la verità l'ho detta. Onde
... li fu assegnato tempo e termine di giorni cinque a dire contro la
propria sua confessione quando lì ancora presenti Piero di Antonio
Morettini e Gio. di Michele Marini di Vico Pisano testi e difensori.
Mandato in segrete
LA CONFERMA DELLA PENA DA FIRENZE
8 Maggio 1673
Risposta degli Otto di Balia "vi diciamo che lo condanniate in
pena della testa conforme alla legge della violenza dell'anno 1558"
SENTENZA DEFINITIVA
Noi Vicario Anted.o con participazione e risoluzione dei S.ri Otto
di Balia della Città di Firenze come per loro lettera dell'8
maggio 1673 con parere, consenso e presenza di Bartolomeo Donati N.ro
Cavaliere trovato il sudd.o Clemente Inq.to colpevole e di ragione punibile
lo condanniamo in pena della testa in ordine alla legge della violenza
dell'anno 1558 e così.
Clemente di Nicolaio Coiani fam.o Condannato in pena della testa. Pende
supplica informata per la grazia
DOMANDA DI GRAZIA
Ser.mo Gran Duca Clemente di Niccolò Coiani da S. Maria a Monte
umilissimo servo di Vostra Altezza Serenissima reveren.te gli espone
come dal pres.te Vicario di Vico Pisano per stupro e violenza da esso
commesso nella persona di Pasqua di Domenico del Sergentino sua figliastra
è stato condannato alla Testa che perciò ricorre alla
solita clemenza di V.A.S. supplicandola a fargli gratia e permutargli
detta pena in altra pena più mite, come meglio parrà e
piacerà alla retta prudenza di V.A.S. che di tal gratia [...]
27 Maggio 1673
Ser.mo Gran Duca
Clemente di Niccolaio Coiani Supplicante fu In q.to Tribunale a querela
di Agostino Bucalossi Bargello di Vicopisano e doglianza di Pasqua di
Domenico detto il Sargentino
Perché il suddetto Inquisito come persona lussuriosa …[si
ripete l’Inquisizione]… quella minacciasse di accidere con
stilettate se parlava o diceva cosa alcuna di d.o seguito.
Confessò nel tormento della funa di havere sverginata sud.a P.
sua figliastra con dire di haverla chiavata, e lo ratificò. Che
terminando q.ta causa con le debite partecipazioni e resoluzione del
Mag.to degli Otto di Balia e` stato il supp.te da me cond.to in pena
della Testa in ordine alla legge della violenza dell'anno 1558 [...]
Che è quanto et a V.A.S. faccio humilissima reverenza
Humil.mo e Devot.mo Servo
Gio. Battista Ticciati Not per il S.re Vicario
NOTE CONCLUSIVE DEL PROCESSO
Adi 29 Giugno 1673
Fu rimesso a q.to Trib.le il supplicato fatto per d.o Clemente in piè
del q.le doppo la fatta informatione dalla Corte del N.ro Antecessore
è stato rescritto Non Altro come in atti.
Il Sig.or Vicario sedente visto e ritrovandosi d.o Clemente nelle forze
della Giustizia nelle carceri segrete di q.to Trib.le volendo eseguirsi
in conformità degli ordini la d.a sentenza, commesse a scriversi
a Sig.ri Otto, che si compiaccino ordinare a chi si aspetta, che siano
dati gli ordini opportuni al Maestro di Giustizia , acciò venga
personalmente a q.o Trib.le per esequire quanto sopra, con farlo avvertire
che porti ordini opportuni di quello, se si doverà fare pagare
di sua mercede
LA DECAPITAZIONE
A di 16 luglio 1673
Si ricevè lettera dei Sig.ri Otto del 13 detto per la quale avvisano
Mandare il Maestro di Giustizia per fare eseguire detta sentenza. Il
Sig.re Vic.o sentito, commesse dare si come furono dati gli ordini oportuni
per l'effetto sudd.o e la notte seguente fatto mettere in Cappella d.o
Clemente, e consegnato alla cura di Domenico Bocciardi, Luogo Tenente
del Bargello e compagni, acciò in assenza del Cap. Agostino Bucalossi
loro Bargello, accudissero a queste faccende di bisogno per li effetti
A di 17 luglio 1673
Il Cap. Agostino Bucalossi fa referto questo mattino havere con i suoi
homini accompagnato al luogo della giustizia il soprascritto Clemente
e quivi nella persona del medesimo essere stata eseguita la sudd.a e
per mano del carnefice tagliatoli la testa del busto e così essere
restata separata l'anima dal corpo.