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L'Archivio Storico
DOCUMENTI

UN PROCESSO PER STUPRO NELLA VICOPISANO DEL 600.
di FILIPPO MORI

Il sistema giudiziario toscano del XVII secolo prevedeva la pena di morte ma, osservando gli esiti delle sentenze, dobbiamo rilevare che in genere si ricorreva raramente a questa forma estrema di pena. Molto più frequenti erano i ricorsi al confino, ai lavori forzati o alla galera (intesa come imbarcazione), anche per periodi molto lunghi, oppure alla ammenda pecuniaria.

Il fatto che anche per reati assai gravi si ricorresse a questo tipo di sanzioni è facilmente spiegabile con l'immediato vantaggio che tali pene recavano allo stato toscano: con la galera si fornivano forze per la marineria toscana, con i lavori forzati si ottenevano lavoratori a costo zero e con il confino si popolavano zone disagiate che nessuno voleva popolare (ad esempio Livorno o Portoferraio).

Talvolta però il ricorso alla pena di morte era obbligato, specie di fronte a delitti efferati. Nei documenti sottostanti osserveremo tutto l'iter processuale di un caso di stupro, effettuato ai danni di una bambina dal patrigno.
In genere contro lo stupro era prevista o la composizione del danno tramite denaro, oppure il matrimonio riparatore. In questo caso trattandosi di Incesto non erano possibili nessuna delle due ipotesi, per cui il processo termina con la condanna a morte dell'imputato.

L'inquisito Clemente Cuoiani era uno dei "birri", ovverosia un componente della cosidetta "famiglia del Bargello" una sorta di Poliza Locale che era agli ordini del Bargello. Per tale motivo la querela viene sporta dal Bargello in qualità di suo superiore, e non dal "Sindaco" (che era la persona che si occupava di denunciare al Vicario tutti i reati commessi nel proprio Comune, i cui compiti non avevano niente a che vedere con il significato attuale dela parola).

L’esecuzione, come tutte le pene in quel periodo, doveva essere pubblica e veniva perciò eseguita di fronte alla cittadinanza in un luogo deputato a tale scopo. Ad esempio ancora alla fine del Settecento viene ricordata la colonna della Gogna che si trovava nell’attuale piazza Cavalca (posta nella zona dell’attuale edicola), oppure è da molti conosciuta l’esistenza delle Forche, poste queste verso la Via Crucis.

Il sistema di datazione in corso è ancora quello detto "ab incarnationem" nella variante detta "stile fiorentino" che cominciava il computo dell’Anno dal 25 Marzo. Perciò dal 1 Gennaio fino al 24 Marzo si era ancora nell’anno precedente. Tutto il processo si svolge quindi dal Febbraio al Luglio 1673. Tale sistema di datazione fu abbandonato solo nel 1750 quando si adottò il sistema attuale.

DENUNCIA DEL BARGELLO

Addì 8 febbraio 1672 [1673]
Avanti al Molto Magnifico Illustrissimo Signor Vicario di Vico Pisano e sua honoranda Corte et Offitio Compare l'Ill.mo Capitano Agostino Bucalossi, Bargello di detto Vicario e ci riferisce come essendo stato riferito da Amico Segreto come circha a quattro mesi da Clemente di Niccolaio Coiani ha forzatamente Violato Pasqua sua figliastra e del medesimo Clemente ne è restata sverginata con Incesto e Violenza dove detto Comparente ha fatto Cattura del med.o Clemente e della sudd.a Pasqua e condotti in Carcere segrete di V.E. Ill.ma facendo Istanza a procederglisi contro di queste sopra secondo la legge e bandi di S.A.S e similmente fa istanza siano esaminato Francesco fratello della sudd.a Pasqua, e donna Margherita sua Madre delli med.i i quali sono stati di Comp.te condotti in Corte e tutti a favore del fischo si comè í sta[?] a esaminarsi per informatione lappiè nominati testimoni sua Vicini per sentire da medesimi se avessino sentito romore quando d.o Clemente sverginò la sud.a Pasqua sua figliastra è tutto. In ogni miglior modo riservandosi il Compr.te facultà in d.a Causa di fare nuove Comparse bisognando.
Testimoni
Donna Maddalena Vedova
D.a Piera di Lorenzo Magaglini.

INQUISIZIONE

Ex Officio et a querela di Agostino Bucalossi Bargello di Vicopisano e doglianza di Pasqua di Domenico detto il Sargentino e per atti q. si fa e procede contro :
Clemente di Niccolaio Cuoiani da Castel Franco di Sotto essendo famiglio del detto Bargello commorante in Vico Pisano
Perché il suddetto Inquisito come persona lussuriosa e poco timorato delle Divine Scritture et Libri nonostante che più anni sono pigliasse per moglie la Donna Margherita Madre della Suddetta dogliente e che sotto la sua custodia tenesse in casa sua la medesima Pasqua sua figliastra fanciulla di c.ca 13 anni, del mese di Ottobre 1672 sotto suo vero giorno et hora si ritrovassero in casa l’inq.to e la sud.a dogliente, esso inq.to con lusinghe e buone parole tentasse di deflorare e conoscere carnalmente la detta Pasqua, che ciò da essa denegarli, quella pigliasse e abbracciasse e con forza et violenza la buttasse a terra e nonostante la medesima dogliente cominciasse a piangere e gridare, li alzasse i panni e forzatamente l’allargasse le coscie, montatali a dosso quella sverginasse e deflorasse, contra di lei voluntate con intrometterli il Membro Virile nella Natura, con consumare l’atto venereo con detta Pasqua contro la di lei voluntà e doppo aver soddisfatto ai suoi sceni e sensuali appetiti quella minacciasse di accidere con stilettate se ne parlava o diceva ad alcuno, detto seguiti? havendo il fatto e commesso il Sud.to Inq.to contro la verginità di detta Pasqua sua figliastra con Incesto di primo grado, Violenza, Adulterio accontro le Sacre Scritture et libri Sacri perciò contro la suddetta.

L’INTERROGATORIO DI PASQUA

Addì 8 febbraio 1672
Dal Cap.no Agostino Bucalossi Bargello di Vicopisano fu presentata una querela contro Clemente Cuoiani famiglio del Tenore Che in Atti

Il S.e Vic.o e suo S.e Cav.e ecc. Cond.ta in Corte Avanti
Pasqua di Domenico di Francesco detto Il Sargentino di Orentano deflorata et incestuosa Sud.a alla quale dato il giuramento come giurò etc.
Domandata delle sue qualità personali Risponde Io sono fanciulla et ho mia madre, e un fratello che si chiama Francesco et il Patrigno mio che è marito di mia madre, che si chiama Clemente Da quanti letti habbino in loro casa R. un solo letto abbiamo ma quando il mio patrigno viene a dormire a Casa io dormo sur una cassa D. che età abbia le lì R. haverò da dodici in quattordici anni, e ciò mia madre lo sa lei D. se mai da alcuna persona lei li sia stata mai tentata o richiesta nell’honore R. Lui solo, Signore, mi sforzò D. chi sia detto tale che la sforzò R. Clemente Cuoiani mio patrigno mi sforzò, ché non volevo acconsentire, che mi butto a terra lì dal fuoco e per forza mi alzò i panni, che io gridavo e si cavò l’uccellino dei calzoni, e me lo messe nella Cioncia, che mi fece male, chè mi fece uscire dalla cioncia del sangue, che mi stette a dosso più di un credo, che arrivò mio fratello Francesco, che me lo trovò a dosso e lui all hora restò, et io li dissi lo vò dire a mia Madre, e lui mi disse se glielo dici ti vò cacciare uno stiletto nella Gola. D. Quando seguiva quanto sopra R. Che mi sforzò sarà di quattro mesi, che fu del mese di Ottobre passato, un giorno di lavoro, che di poco sonato Mezzogiorno D. Come facesse Clemente a sforzare lei R. lui prima con le buone mi richiese, et io li dissi sono per me vostra figliola e non vò fare queste cose, se bene sono povera Dio mi aiuterà, e lui mi disse se tu non mi voi per amore, ti vò fare per forza e mi prese sotto le braccia, e mi buttò per forza in terra e mi fece quello ni ho detto di sopra, che io all’hora vistomi allargare le coscie e salirmi a dosso cominciai a piangere e gridare, e lui mi disse se tu non stai cheta ti ammazzerò D.

L’INTERROGATORIO DEL FRATELLO

Addì detto [8 febbraio 1673]
Costituito personalmente avanti accompagnato Francesco di Dom.co detto Il Sargentino ragazzo come dall'aspetto dimostra di c.ca dieci anni al quale non fu dato il giuramento ecc..
D. se lui abbia sorelle R. si che ne ho una che è fanciulla che si chiama Pasqua D. se abbia il Padre vivo R. mio padre non è vivo che morì cinque o sei anni sono, ho bene il Patrigno che si chiama Clemente che fa il Birro , che mia madre lo prese c.ca due anni sono D. se da quattro o cinque mesi sono alla d.a Pasqua sua sorella li sia stato fatto male alcuno R. c.ca tre o quattro mesi sono del tempo che si ricoglie le castagne un dì che facevamo il bucato e mia Madre non era in casa et Io il sud.o Clemente mi mandò a comprare un boccale di vino, e rimase lui e Pasqua mia sorella in casa, e quando tornai sentii che d.a mia sorella gridava e piagneva Oh Dio Mio Oh imme. Io entrai in casa e trovai in terra distesa li dal fuoco la d.a Pasqua mia sorella con i panni alzati e a coscie larghe e a dosso li era il sud.o Clem.te con i calzoni alzati che li ha a gonnellino e viddi che stette a dosso a mia sorella un pezzetto, che io ho visto quello, escii fori dell'uscio accio non mi desse e poi chiamai e rientrai in casa, che a punto d.o Clem.te si rizzava da dosso a d.a mia sorella e viddi che si rimetteva ne calzoni l'uccello, e alla mia sorella che era restata lì in terra con le coscie nude e i panni alzati veddi che li usciva del sangue dalla fica, che ne rimase delle gocciole lì in terra e la mia sorella disse lo vò dire a mia Madre, e lui disse se tu gliene dici vò ammazzarti con uno stiletto e poi me ne vò andare in quello di Lucca, et se ne andò fuora et è stato un pezzo senza tornare a casa. Noi lo dicemmo a Nostra Madre, quale cominciò a piangere e gridare D. se sappia che altre volte d.o suo Patrigno habbia fatto tali cose a d.a sua sorella R. Sig.e no, che io sappia et abbia visto D. se altri vedeva detto Clemente e sua sorella fare quello lui ha deposto R. Sig.e no, che non ci era nimo e i nostri vicini erano fuori alla Campagna, che era sull'ora di Mezzogiorno D. se lui abbia detto quanto sopra ad alcuna persona R. Sig.re no, che lui mi haverebbeci d.o Clemente ammazzati Monit. dire la verità R. la verità l'ho detta certa. Onde ... fu licenziato.

L’INTERROGATORIO DELLA MADRE

Addi detto
Comp.a pers.te avanti e accompagniata D.a Margherita fig.la di Pauolo Lazzeroni et al presente Moglie di Clemente Coiani famiglio del Bargello di Vicopisano commorante in d.o luogo alla quale dato il giuramento come giurò et Toccata et Monita.
Domandata quanti mariti habbia hauto Lei Costituita Rispose io ho havuto quattro mariti con questo che ho adesso che Clemente Coiani D. se da primi sudd.i mariti ne habbia figlioli R. S.e si che da Domenico di Francesco detto il Sargentino di Orentano 2° mio marito ne ho due figlioli cioè un maschio e una femmina che la femmina si chiama Pasqua et il maschio Francesco. Che lui è morto saranno Circa otto anni che lui è morto D. quanti hanni habbi la Pasqua figlia di essa R. lei averà tredici anni poco più o poco meno D. quanto tempo sia che ha per Marito d.o Clemente Coiani R. a settembre a venire sarà cinque anni che io l'ho D. se sappia o sia informata che a la Pasqua figlia di lei da quattro o cinque mesi in qua gli sia stata fatta violenza o sforzo di sorte alcuna R. Sig.re per quello [che] mi ha detto Fra.co mio figlio che me lo disse domenica prossima passata, Clemente mio marito in un giorno circa tre o quattro mesi che sono che fu del mese di ottobre prossimo passato buttò in terra dal fuoco la Pasqua mia figlia e la sforzò e io sentito questo ne domandai a detta Pasqua e lei me lo negava la presi per in collo mi confortò che un giorno circa l'Ave Maria di Mezzogiorno o poco più che io non ero in casa che d.o Clemente mi haveva mandato a comprare quattro crazzie di carne, e Fr.o mio figlio lo mandò a comprare un boccale di vino e rimasero loro due soli in casa. Detto Clemente la sforzasse e la buttasse in terra e per forza non stante che lei gridasse gli volette levare la verginità.
Io ciò inteso cominciai a piangere e gli dissi sciaurata perchè non me lo hai detto prima e lei disse non ve l'ho detto perchè lui mi disse che se io lo dicevo mi voleva dare D. se d.a Pasqua gli habbia detto che d.o Clemente l'habbia altre volte di poi sforzata R. Sig.re no D. se d.a sua figlia gli dicesse come detto Clemente facesse a sforzarla R. lei mi disse che per forza d.o Clemente l'haveva butta per terra lì dal fuoco e che lei gridava e piangeva e non gli ho potuto cavare di boccha altro D. se sappia che ad altri d.a sua figlia abbia detto che d.o Clemente l'habbia sforzata R. Sig.e no D. se sappia che d.a sua figlia habbia ... con alcuna persona che d.o Clemente l'habbia sforzata R. S.re no che io sappia D. quanto tempo sia che non ha visto d.o Clemente suo marito R. l'ho visto ... sera che per prima doppo havere fatto detta violenza e sforzo alla mia figliola stette dua mesi senza venire a casa, e poi se ne veniva di quando in quando che è un huomo così così e .... che andava da una tale detta La Borgaccia che io ... non mai in casa D. che alla corte vien ragguagliato che d.a sua figliola e d.o Franc.o suo figliolo gli dicessero subito lo sforzo fatto da d.o Clemente alla d.a Pasqua però dica la verità se non vuol mandare in Luogo la Sua Spedizione R. S.re Domenica passata me lo dissero che se prima l'havessi saputo io haverei rimediato e non gli haverei fidato più d.a mia figlia e sua figliastra come gli ho fidato per prima, che non credevo che un patrigno havesse a fare queste cose alle figliastre D. quanti letti habbia lei R. Ho un letto solo ma quando mio marito dormiva meco ... a casa la facevo d.a mia figlia dormire sopra di una cassa dove gli facevo un pò di letticciuolo D. Chi siano i vicini di lei R. mie Vicina è la Piera e non c'è altri vicini perchè le case son lontane D. Se sappia che alcuno sentisse piangere e gridare d.a Pasqua sua figlia quando ricevette d.o sforzo da d.o Clemente R. S.re no, che a casa non vi era nimo de vicini Monita di dire la verità R. la verità l'ho detta onde ... fu licenziata

L’INTERROGATORIO DEL PATRIGNO INQUISITO

Addi 8 detto
Scarcerato e condotto pers.te avanti Clemente di Niccolaio Coiani da Castelfranco di Sotto famiglio di questo Bargello commorante in Vico Pisano Imputato Sudd.o al quale dato il giuramento come giurò et Toccato e Monito.
Domandato delle sue condizioni personali Rispose Io sono famiglio di questo Bargello di Vico Pisano non ho Padre ne Madre ho Moglie una tal Margherita di non so chi ho una figliola e due figliastri cioè un Mastio, et una femmina si chiama Pasqua e il mastio Francesco che sono figlioli di detta Mia Moglie D. quanto tempo sia che ha per moglie la sudd.ta Francesca [Margherita] R. Sarà quattro anni in circa D. Che tempo abbia la sudd.ta Pasqua sua figliastra R. Io credo che averà sedici o diciassette anni o così in circa D. Di che qualità sia detta Pasqua R. Lei è fanciulla et è Buona Figliola et ubbidiente a sua Madre et a me et è timorosa di Dio D. Se dal Mese di ottobre passato lui fusse qui in Vico Pisano o altrove R. Ero in Vico Pisano che sono famiglio dal Bargello D. Se in d.tto Mese si ritrovasse mai in sua casa solo con detta Pasqua sua figliastra R. Sig.e no, che io mi ricordi D. Se habbia detta Pasqua per Persona da dire la verità R. Sig.ri si che lei e persona da dire la verita Certi.ma D. Se in detto Mese di ottobre lui dette denari ad alcuno per comprare Carne R. S.ri no, che io mi ricordi D. Se si sia mai ritrovato per alcuno tempo solo con detta Pasqua R. Sig.ri si è mia figliastra D. Se sappia che alla Sudd.ta Pasqua da quattro o cinque mesi in qua si sia stato fatto Insulti Violenza o Sforzi di sorte alcuna R. Io Sig.ri non ne so queste cose e Lei è fanciulla.
Dettoli che alla Corte viene ragguagliato che al Mese di Ottobre passato Mille Seicento Settantadue lì nella sua casa la sudd.ta Pasqua fosse sforzata e con Violenza sverginata e che Lui non solo lo sappia ma che Lui Medesimo sia stato quello che l'ha sverginata R. (Tremando et arrossito ... con voce flebile) Sig.ri non e vero.
Dettoli che se non fusse vero non sarebbe stato ragguagliato alla Corte e però dica la verità se non vuole mandare in luogo la sua Spedizione R. non è vero non ho fatto questa cosa et ad altre repliche ed Interrogazioni ... R. Come sopra e per essere l'hora tarda fu mandato al suo luogo conanima?

LA VISITA DELLE BALIE

Si fanno venire al Tribunale … due ostentrici pratiche per farsi visita alla Sudd.ta Pasqua.

Addì 9 febbraio 1672
D.na Lucrezia di Andrea Bernacca di S.Gio. alla Vena
D.na Bartolomea di Gio. Menotti di Vico Pisano
D.na Lorenza di Michele Guelfi di detto luogo
Domandate del loro esercizio Risposero Noi siamo levatrici e ricoglitrici di bambini D. se come tali riconoscono se una Donna sia fanciulla o no R. Sig.re sì, che ci Basta l’animo a riconoscere se una donna sia fanciulla o no.
Al hora fatta scarcerare la sudd.a Pasqua e fattala condurre nella camera a piè della scala e fatte venire nella medesima stanza le sudd.e Lucrezia, Bartolomea e Lorenza e dettoli che visitano la sudd.a Pasqua, che li vedano davanti e che poi riferischino se sia fanciulla o no e darli comodità, e fatto serrare l’uscio di detta Camera e doppo di essere stata così serrata in essa stanza per lo spazio di tre misereri o Cori, s’apersero e vennero giù al banco e di nuovo […] avanti le medesime… [ripete i nomi]
D. se habbino visitato la detta Pasqua di Domenico detto Il sergentino come li era stato ordinato R. ciascuna di loro disse Signore sì che l’abbiamo visitata la Pasqua sudd.a come V.S. ci ha ordinato e haviamo visto e riconosciuto che lei non è fanciulla e che è stata sverginata D. da quello habbino riconosciuto che la d.a Pasqua non è fanciulla e che è stata sverginata R. e ciascuna di loro dice per haverli ritrovato la natura allargata e rotti i pannelli e velo verginale et havere havuto commercio con huomini e non essere più fanciulla. In causa? Di loro sapere D. a ciascuna di loro chi era per essere levatrici e pratiche in detta Arte e quella esercitare et havere esercitato da molti anni in qua per qui a Vico et Altrove.

L’INTERROGATORIO DELLE VICINE

Addì 11 febbraio 1672
Compare qui davanti precettata Maddalena Vedova del quondam Niccolaio di Michele, commorante in Vico Pisano alla quale dato il giuramento come giurò Toccata et Monita
D. se conosca una certa Pasqua, figliola di Domenico detto Il Sergentino, e figliastra di Clemente Cuoiani Fam.o R. sì che lo conosco D. se d.a Pasqua sia fanciulla, maritata o Vedova R. che lei era fanciulla ma adesso non è più fanciulla perché è stata sverginata da Clemente Cuoiani suo patrigno per sentito dire da Franc.o suo fratello; che me lo disse domenica mattina, e ancomi disse pure Domenica guarima passata che lo il suo patrigno sudd.o l’haveva sverginata D. quando fosse d.a Pasqua sverginata da D.o Clemente R. dicono che fu al tempo della caduta delle castagne passata che cominciano a cadere nel mese di Ottobre D. come lei stia vicina alla Casa di d.a Pasqua R. Signore sì che le sto vicina D. se da quattro o cinque mesi in guarime habbia mai sentito gridare o piangere d.a Pasqua R. Signore no e poi non posso sentire quello segue in casa loro e il giorno sono sempre fuori a fare la legna e altre faccende per vivere D. se d.a Pasqua habbia mai detto a lei di essere stata richiesta da d.o Clemente suo Patrigno R. Sig.re no e lei non mi ha detto se non quello ni ho detto sopra che me lo disse domenica mattina passata alla presenza di suo fratello che mi disse che suo patrigno per forza la buttò a terra e li messe in capo i panni e la fottè e sverginò ma che non gliene ha fatto se non una volta sola D. se sappia che d.o Clemente habbia detto a homo… … in alcuno di havere fottuto d.a Pasqua R. …. e … non me lo ha detto D. … se dica la verità R. la verità l’ho detta certa.
Addì 19 febbraio
Comparisce pers.te avanti precettata D.a Piera di Lorenza di Paolo Magaglini di Vico Pisano teste sudd.a alla quale dato il giuramento come giurò Toccata et Monita
D. se conosca un tale Clemente di Niccolaio Coiani fam.o R. sig.re si che lo conosco che e' fam.o del barg.o D. se sappia dove di presente si ritrovi il sud.o Clemente R. so che lui è in prigione D. se sappia la causa pe la quale d.o Clemente era prigione R. io ho sentito dire che lui sia prigione per avere per forza sverginato una sua figliastra, che si chiama Pasqua, e che Franc.o suo fratello gliene trovasse a dosso D. dà che lei teste l'abbia sentito dire R. l'ho sentito dire al medesimo Franc.o fratello di detta Pasqua pochi giorni ancora che d.o Clemente entrasse prigione e non l'ho sentito dire ad altri D. se d.a Pasqua li habbia mai a lei discorso di havere havuto che fare con d.o suo Patrigno R. S.re si, che una dom.ca mattina c.ca 15 o 20 giorni sono mi disse a me, et a sua madre et alla Maddalena che l'aveva d.o Clemente sforzata e la buttò a terra e li salì a dosso e non ci disse altro D. se abbia per avanti sentito dire alla d.a p. oltre alla sud.a domenica che d.o Clemente l'abbia sforzata R. non mi ha detto altro se non quello ni ho detto, che dice seguì di Mese di ott.re passato D. come stia vicina alla sudd.a P. R. li sono vicina a uscio a uscio D. se habbia per tempo alcuno habbia mai visto il d.o Clemente e P. in loro casa soli R. manca le volte, che li ho visti soli in casa D. se nel tempo che ha veduti soli in casa d.a P. e Clemente habbia sentito la med.ma Pasqua piangere o gridare R. sig.re no. Monita dire la verità R. la verità l'ho detta certa.
Onde ecc.. fu di commissione licenziata , et Ordinato formarsi l'Inquisizione contro il sudd.o Clemente
SI LEGGE NUOVAMENTE L’INQUISIZIONE

Addì 19 febbraio 1672
Scarcerato e cond.o p.te avanti Clemente di Niccolaio Coiani imputato sudd.o al quale dato il giuramento ecc.. D. se habbia da dire o deporre cosa alcuna senza essere interrogato R. io Sig.ri non posso dire altro D. che si risolva dire la verità circa quello altra volta è stato interrogato se non vuol mandare in luogo la sua spedizione R. io la verità l'ho detta D. che alla Corte vien ragguagliato che lui habbia deflorata e sverginata la P. sua figliastra ... di D.a Margherita Moglie di lui Costituito presente R. non è la verità a detta P. voglio bene quanto se fosse mia figlia vera.
Allora letta l'Inquisizione contro di lui formata alla quale con seg.to risponderà [le restanti due righe sono per lo più incomprensibili]... il contenuto in essa contro ... dicendo come fusse io vergine dal che donna come sono di detta Pasqua rimetterà alle sue ... non dimeno volendo ...
Gio. di Michele Marini e And.a di Gio Baciocchi testi al quale fu assegnato termine di sei giorni a fare la sua difesa


IL CONFRONTO FRA PASQUA E CLEMENTE

Addì 28 Marzo 1673
Si ricevette la lettera di resoluzione dal Magistrato de Sig.ri Otto del 23 stante Committente torturare del Tormento della fune sudd.o Clemente di Niccolaio Coiani per lo spazio di un hora in due volte ... cioè mezzora per volta ...
Scarcerata e comp.a pers.te avanti Pasqua di Domenico del Sargentino alla quale dato ecc. D. se quel tanto depose per verità come disse nella sua prima Audizione sia pronta a mantenerlo in faccia a chi bisognia R. Sig.re si lo manterrò perchè io dissi la verità. Onde accettato ...
Addì detto
Scarcerato e comp.o pers.te avanti nella stanza del Tormento avanti alla presenza del Comp.te di sopra come del Notaio cavaliere Clemente di Niccolaio Cuoiani Imp.to et Inq.to Sudd.o al quale dato il giuramento ecc..
D. se sia risoluto a dir meglio la verità meglio di quello non ha fatto ne l'altra sua esam.ne R. quel che ho detto ho detto D.li che sia fatto venire quì nella stanza del Tormento acciò si disponga meglio a dire la verita circa lo stupro che si dice da esso commesso nella persona della Pasqua sua figliastra però si risolva a dire la verità altrimenti toccherà della fune R. guardate quanti ce ne sono lassù delli impicahti, quel che ho detto ho detto D. che cosa dirà quando si sentirà dire in faccia quando quello li sarà detto in faccia R. io dirò che non è la verità.
Allora ad ogni buon fine ad effetto e per maggiormente indurlo a dire la verità fu fatta scarcerare detta Pasqua stuprata et addottala in faccia al sudd.o Clemente e datoli giur.to di dire la verità come giurò ecc...
Detto alla sudd.a P. che dica qui in faccia a Clemente suo patrigno presente et audiente quel tanto dice gli facesse del mese di Ottobre passato.
Voltasi verso detto Clemente disse:
- Voi che mi havevi a portare rispetto e farmene portare mi havete sverginato che mi alzasti i panni mi buttasti in terra e mi facesti quello sapete voi.
Clemente presente et audiente disse:
- Tu puoi dire quel ma non è vero
Poi doppo più e scambievoli repliche fra essi stando ciascheduno ne suoi detti fu remossa detta Pasqua e mandata al suo luogo e proseguito l'esame a d.o Clemente e di nuovo datoli il giuram.to come giurò ecc.
D. che cosa abbia che dire adesso che si è sentito dire in faccia dalla Pasqua sua figliastra che lui l'abbia sverginata R. non posso dire queste circa non è vero e lei può dire quello che vuole D. che se non fusse la verità la d.a Pasqua non l'haverebbe detto e non gniele haverebbe detto in faccia R. lei può dire quello che vuole ma non è vero.

LA TORTURA

Monito e benignamente avvertito a dire la verità altrimenti gli si farà dare della fune e di molta R. io non posso dire altro. Allora veduta la sua pertinacia fu ordinato legarsi et al Canapo sottoporsi et essendo dalli Elevatori detto di essere ogni cosa all'ordine fu di nuovo monito a dire la verità e non si fare strappare R. io non posso dire altro D. che se non dice la verità si farà Elevare in alto R. che volete voi che io dichi non posso dire altro.
Allora fu voltato l'oriuolo a polvere e fu ordinato farsi elevare in alto, che doppo di essere elevato in alto disse:
- Gesù mio, Santa Madonna D. che si risolva a dire la verità altrimenti starà un pezzo sul tormento R. Sig.re è vero la buttai in terra e gli alzai i panni e la fottei una volta sola. D. se nell'atto che lui dice fottè detta ragazza ci fusse alcuno in casa R. Sig.re no, che il ragazzo l'avevo mandato a comprare il vino D. se nell'atto che sforzo d.a Pasqua sua figliastra lì in casa comparisse alcuno R. doppo havere fottuto detta Pasqua tornò il ragazzo da comprare il vino D. come facesse a fottere d.a Pasqua R. lei era li al fuoco che mi cocinava io gli dissi ti vorrei chiavare un poco et io la buttai in terra gli alzai i panni e la fottei D. in che luogo propio fottesse d.a Pasqua R. la fottei li dal fuoco D. che si risolva meglio a dire la verità se vole essere calato , come veramente seguisse d.o fatto R. io nel'ho detto la buttai in terra e gli alzai i panni e la chiavai di dal fuoco D. se altre volte habbia chiavato d.a Pasqua R. S.re no, che non sono mancho più stato in casa da quando la chiavai, eramo dal tempo che si coglieno le castagne.
Monito di nuovo a dire la verità se vuole essere calato R. la verità l'ho detta.
E doppo di essere stato sul tormento elevato per lo spazio di c.ca un ottavo di hora fu di nuovo dettoli se altre volte oltre alla prima da lui confessata habbia chiavato d.a P. R. Sig.re no, una sola volta l'ho fottuta come ni ho detto.
Onde ... fu ordinato calarsi, sciorsi rassettarseli le braccia e mandato in segreta assieme con un famiglio ad effetto di sfuggire ogni subornazzione ne potesse seguire stante li carcerati che si ritrovano nelle segrete.

LA CONFERMA DELLA CONFESSIONE

Addì 29 Marzo 1673
Veduto expirato un giorno naturale e più quattro hore da che fu torturato il sud.o Clemente fu ordinato farsi scarcerare ad effetto di farli ratificare la confessione fatta nel tormento et tutto senza pregiudizio delle ragioni fino ad hora acquistate in ragione del fisco et ad ogni miglior modo

Scarcerato e Cost.to pers.te avanti nella stanza d.a il salotto luogo lontano alla stanza del tormento et in pristina libertà alla presenza del S.re Bart.eo Donati cavaliere Clemente di Niccolaio Coiani sudd.o al quale dato ecc.
D.li che si è fatto condurre quì nel salotto luogo lontano al timore e stanza del Tormento acciò dica se quello hier mattina disse nella stanza del Tormento e nel tormento della fune esser sia la verità R. io quello dissi hier mattina nel tormento della fune è la verità certa e tutto quello hier mattina deposi di haver fottuto la Pasqua mia figliastra per verità lo confermo e ratifico D.li che se non è la verità quello depose avverta perchè si tratta di materia che li può dare pene afflittive di corpo e disonore ancora R. che vole ella che io dica, Io dissi la verità e non posso dire altro.
Al hora letto l'esame fattoli sotto dì 28 d.o cioè le domande che li furno fatte, e le risposte che lui diede nella stanza del tormento e nel tormento della fune che comincia “Addi 28 Marzo 1673 Cost. p.te avanti” e finisce “fu ordinato calarsi” de verbum ad verbum a sua piena e chiara intelligenza e da esso benissimo intese come disse e D.li se quel tanto ha sentito leggersi siano per l'appunto le domande e risposte che li furno fatte, e che lui diede hier mattina sul tormento R. quello che V.S. mi ha letto è per l'appunto tutto quello io dissi e che lei mi domandò quando hier mattina mi esaminasti sul tormento della fune e dissi la verità D. se habbia da levare o soggiungere cosa alcuna a d.o suo esame R. posso soggiungere ne levarci cosa alcuna a d.o mio esame per che dissi la pura verità D. se adesso per verità d.a sua deposizione e confessione la confermi R. Sig.re si, che d.a mia confessione in tutto e per tutto et in tutte e singule sue parti per verità la confermo e ratifico D. se sappia scrivere R. Sig.re io non so leggere ne scrivere.
Al hora ad ogni buon fine et effetto già che non sa scrivere, li fu ordinato che faccia in piè della presente esame e ratificazione una croce, che à tal fine li fu dato comodità di penna e fece la croce che appresso [croce]
Monito a dire la verità R. la verità l'ho detta. Onde ... li fu assegnato tempo e termine di giorni cinque a dire contro la propria sua confessione quando lì ancora presenti Piero di Antonio Morettini e Gio. di Michele Marini di Vico Pisano testi e difensori. Mandato in segrete

LA CONFERMA DELLA PENA DA FIRENZE

8 Maggio 1673
Risposta degli Otto di Balia "vi diciamo che lo condanniate in pena della testa conforme alla legge della violenza dell'anno 1558"

SENTENZA DEFINITIVA

Noi Vicario Anted.o con participazione e risoluzione dei S.ri Otto di Balia della Città di Firenze come per loro lettera dell'8 maggio 1673 con parere, consenso e presenza di Bartolomeo Donati N.ro Cavaliere trovato il sudd.o Clemente Inq.to colpevole e di ragione punibile lo condanniamo in pena della testa in ordine alla legge della violenza dell'anno 1558 e così.

Clemente di Nicolaio Coiani fam.o Condannato in pena della testa. Pende supplica informata per la grazia

DOMANDA DI GRAZIA

Ser.mo Gran Duca Clemente di Niccolò Coiani da S. Maria a Monte umilissimo servo di Vostra Altezza Serenissima reveren.te gli espone come dal pres.te Vicario di Vico Pisano per stupro e violenza da esso commesso nella persona di Pasqua di Domenico del Sergentino sua figliastra è stato condannato alla Testa che perciò ricorre alla solita clemenza di V.A.S. supplicandola a fargli gratia e permutargli detta pena in altra pena più mite, come meglio parrà e piacerà alla retta prudenza di V.A.S. che di tal gratia [...] 27 Maggio 1673

Ser.mo Gran Duca
Clemente di Niccolaio Coiani Supplicante fu In q.to Tribunale a querela di Agostino Bucalossi Bargello di Vicopisano e doglianza di Pasqua di Domenico detto il Sargentino
Perché il suddetto Inquisito come persona lussuriosa …[si ripete l’Inquisizione]… quella minacciasse di accidere con stilettate se parlava o diceva cosa alcuna di d.o seguito.
Confessò nel tormento della funa di havere sverginata sud.a P. sua figliastra con dire di haverla chiavata, e lo ratificò. Che terminando q.ta causa con le debite partecipazioni e resoluzione del Mag.to degli Otto di Balia e` stato il supp.te da me cond.to in pena della Testa in ordine alla legge della violenza dell'anno 1558 [...] Che è quanto et a V.A.S. faccio humilissima reverenza
Humil.mo e Devot.mo Servo
Gio. Battista Ticciati Not per il S.re Vicario

NOTE CONCLUSIVE DEL PROCESSO

Adi 29 Giugno 1673
Fu rimesso a q.to Trib.le il supplicato fatto per d.o Clemente in piè del q.le doppo la fatta informatione dalla Corte del N.ro Antecessore è stato rescritto Non Altro come in atti.
Il Sig.or Vicario sedente visto e ritrovandosi d.o Clemente nelle forze della Giustizia nelle carceri segrete di q.to Trib.le volendo eseguirsi in conformità degli ordini la d.a sentenza, commesse a scriversi a Sig.ri Otto, che si compiaccino ordinare a chi si aspetta, che siano dati gli ordini opportuni al Maestro di Giustizia , acciò venga personalmente a q.o Trib.le per esequire quanto sopra, con farlo avvertire che porti ordini opportuni di quello, se si doverà fare pagare di sua mercede

LA DECAPITAZIONE

A di 16 luglio 1673
Si ricevè lettera dei Sig.ri Otto del 13 detto per la quale avvisano Mandare il Maestro di Giustizia per fare eseguire detta sentenza. Il Sig.re Vic.o sentito, commesse dare si come furono dati gli ordini oportuni per l'effetto sudd.o e la notte seguente fatto mettere in Cappella d.o Clemente, e consegnato alla cura di Domenico Bocciardi, Luogo Tenente del Bargello e compagni, acciò in assenza del Cap. Agostino Bucalossi loro Bargello, accudissero a queste faccende di bisogno per li effetti

A di 17 luglio 1673
Il Cap. Agostino Bucalossi fa referto questo mattino havere con i suoi homini accompagnato al luogo della giustizia il soprascritto Clemente e quivi nella persona del medesimo essere stata eseguita la sudd.a e per mano del carnefice tagliatoli la testa del busto e così essere restata separata l'anima dal corpo.

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