PARCHI DELLA RIMEMBRANZA E MONUMENTI AI CADUTI
NEL COMUNE DI VICOPISANO (PI)
Il Comune di Vicopisano, nel corso della Prima Guerra Mondiale, perse
complessivamente 161 persone, pari al 2% dei suoi circa 7600 abitanti
di allora; una percentuale assai maggiore se riferita alla fascia d'età
più giovane, a cui ovviamente appartenevano i soldati morti nel
corso dei tre anni e mezzo di guerra. Un simile tributo di vite, al
di là dei drammi personali delle singole famiglie, andò
a colpire anche la memoria e la coscienza dell'intera Comunità
vicarese, che volle ricordare la perdita di un così alto numero
di giovani in una forma duratura "a monito delle future generazioni".
Inizialmente fu deciso di erigere una lapide in marmo, da apporsi presso
il municipio di Vicopisano, che ricordasse coralmente tutti i caduti
del Comune.
A tale lapide si fa riferimento in una delibera del marzo 1922, delibera
effettuata dal Commissario prefettizio, insediato a seguito delle dimissioni
della Giunta conseguenti alle prime violenze ed intimidazioni delle
squadre fasciste: "Alle ore 10 del giorno 18 Marzo 922 il Sig.
Commissario Prefettizio Cav. Uff. Giovanni Tondini, assistito dal sottoscritto
Segretario Comunale Sig. Adolfo Moretti ha deliberato quanto appresso:
Il Commissario Prefettizio Considerato santo dovere il ricordare ai
posteri i martiri che lasciarono la vita nell'immane guerra testè
combattuta per una più grande Italia, Considerato altresì
che miglior ricordo sia quello di eternare nel marmo i nomi di tutti
i militari del comune morti durante la guerra Delibera di fare scolpire
nel marmo preceduti da una patriottica dedica da far dettare da persona
competente, tutti i nomi dei militari del comune deceduti durante la
guerra europea testè combattuta ascendente a 140 da mettere sulla
facciata del Palazzo municipale, facendo fronte alla spesa necessaria
in circa l.1000,00 con le nuove entrate provenienti per l.944 dalla
vendita del cancello del Ponte di Caprona e per l.400 dalla vendita
dei fusti di gelso abbattuti dal genio civile presso il ricordato Ponte
di Caprona..." (Deliberazioni del
Consiglio Comunale, 1921-1926, Serie I - 16, c.102 - 18 marzo 1922).
Tale volontà fu effettivamente portata a compimento in breve
tempo, anche se in forma ridotta, in quanto ci si limitò alla
sola “patriottica dedica”, che fu affissa presso il Municipio
di Vicopisano il 13 agosto del medesimo anno: "Spesa per i
festeggiamenti nella inaugurazione della lapide ricordo ai caduti in
guerra. Il Commissario Prefettizio vedute le varie note riguardanti
le spese fatte per i servizi di buffetteria, pubblica illuminazione,
addobbi, musiche etc nel giorno 13 corrente in occasione del ricevimento
ufficiale delle Autorità, corteo ed illuminazione per la solenne
cerimonia dello scoprimento della lapide ricordo ai gloriosi soldati
del Comune caduti nell'ultima grande guerra di redenzione, ..."
( DGM, 1922-1924, Serie I - 42, c.6 - 17 agosto 1922)
Questa lapide è ancora visibile, affissa ad una delle torri
che affiancano il palazzo comunale di Vicopisano.
Ma evidentemente l'apposizione di tale ricordo non fu sufficiente a
commemorare i morti vicaresi, ed infatti già a giugno dello stesso
anno si iniziò a parlare dell'erezione di un monumento all'interno
della riunione del Comitato per le onoranze ai caduti ritornati dal
fronte, mentre di lì a breve si ha notizia dell'esistenza di
un "Comitato per l'erezione di un monumento in Vicopisano a
ricordo dei gloriosi figli caduti per la grandezza della Patria..."
(DGM, 1922-1924, Serie I - 42, c.257 - 1 dicembre
1923).
Tutto questo fervore ufficiale di commemorazioni, a prima vista, può
essere considerato tardivo: la guerra era già finita da quasi
quattro anni e stupisce che sino ad allora non fosse stato compiuto
nessun atto di commemorazione. Ma questo rinnovato celebrazionismo locale
può essere meglio compreso se si considerano due fatti: uno più
generale, come la salita al potere del fascismo nel 1922, che farà
del ricordo della vittoria nella Prima Guerra e dei suoi caduti, uno
dei cardini della sua retorica sulla Patria; l'altro più limitato
ma di eguale importanza: il ritorno nei paesi natali, proprio a partire
dagli inizi degli anni Venti (è del 1921 la tumulazione del Milite
Ignoto a Roma) delle salme dei caduti (foto)
sino ad allora dislocati nei cimiteri di guerra sparsi sul fronte (vedasi
la circolare del Ministero della Guerra del 27 marzo 1923, sul trasporto
delle salme dei militari) (Carteggio, Serie III - 51, cat. 14
- 23 giugno 1923). Soprattutto quest'ultima evenienza rendeva
improcrastinabile una degna celebrazione dei morti, che adesso non riposavano
più a centinaia di chilometri, ma stavano per tornare nei luoghi
natii.
La nascita dei Parchi o Viali della Rimembranza (zone di verde urbano,
dove il numero di alberi piantati corrispondeva al numero dei caduti
sofferti dalla località) si inquadra perfettamente in questo
clima: essa fu voluta verso la fine del 1922 dal sottosegretario alla
Pubblica Istruzione Dario Lupi, con l'evidente intento "didattico"
di rivolgersi alle giovani generazioni e creare anche nei più
piccoli un sentimento di rispetto e ammirazione verso coloro che caddero
per la Patria. Fu comunque un'idea azzeccata, che coinvolse bambini
e persone di età diverse e di diverse estrazioni in tutto il
Paese.
Tornando alla vicenda vicarese dobbiamo dire che fin dall'inizio del
1923 sorsero diversi comitati e sottocomitati sparsi fra le varie frazioni,
segno che la mobilitazione era veramente capillare: il 3 ed il 5 marzo
1923 si costituiscono rispettivamente i sottocomitati di Uliveto (foto)
e di San Giovanni alla Vena che si dichiarano dipendenti dal Comitato
vicarese "ci riteniamo alle dipendenze di codesto Spett. Comitato
e preghiamo il medesimo volerci comunicare tutte le eventuali disposizioni
che ci riguardano" (Cart., Serie III - 52, cat.19
fasc.2 aff.17 - 3 marzo 1923) . Quindi la struttura era centralizzata,
con il comitato del capoluogo, a cui a capo era stato posto il Sindaco
di Vicopisano come diretta espressione dell'Amministrazione Comunale,
ed i sottocomitati delle frazioni del comune.
Nel corso del 1923 si iniziò la ricerca delle piantine da mettere
a dimora in ogni Parco, mentre ai vari comuni arrivavano decine di proposte
pubblicitarie (foto
e foto)
connesse con i parchi: piante, pali di sostegno, targhette commemorative
. Le piante andavano richieste al Ministero della Pubblica Istruzione
mediante appositi moduli (foto),
ma richieste furono inviate anche ad altri enti, come ad esempio l'Amministrazione
della Real Casa di San Rossore, che rispose negativamente, dal momento
che "una volta accolta la domanda in parola, non avrebbe potuto
a meno, e con danno dello sviluppo boschivo delle Reali Tenute, di accogliere
pure le analoghe domande che gli fossero pervenute, come è prevedibile,
dagli altri comuni della Provincia" (Cart. Serie III
- 52, cat.19 fasc.2 aff.17 - 14 marzo 1923).
Intanto i vari comitati stavano elaborando le proposte per la dislocazione
dei Parchi della Rimembranza (foto),
cercando di farli nascere in zone significative dei centri urbani e
ascoltando anche i suggerimenti che gli arrivavano dai cittadini, per
la maggior parte familiari dei caduti. A Vicopisano la richiesta fu
la seguente "Vicopisano il 24/8/1923 I sottoscritti padri,
madri e vedove dei caduti in guerra, avrebero [sic] desiderio che gli
alberi a ricordo dei nostri cari fossero pintati lugo [sic] la salita
che conducie [sic] al colle della Via Crucis. Si è ritenuto manifestare
questo nostro desiderio a cotesto Comitato nella speranza che voglia
tenerlo presente allorché dovrà stabilire la località
dove dovrà sorgere il Viale della Rimembranza [Nencioni
Guido, seguono 12 firme]" (Cart., Serie III - 52, cat.19
fasc.2 aff.17) ma il Comitato (o assai più probabilmente
l'Amministrazione Comunale) non erano d'accordo, come si può
vedere dal tono della seguente risposta: "Vicopisano lì
10 Dicembre 1923. Al Sig Nencioni Guido Questo Comitato nella sua ultima
adunanza prese in accurato esame il desiderio espresso da vari congiunti
di militari morti in guerra perchè il Parco della Rimembranza
fosse istituito lungo la via che conduce al colle di Via Crucis, dopo
esauriente discussione ritenne di non poter prendere in considerazione
l'appresso desiderio non riconoscendo la località adatta allo
scopo. Nel darne partecipazione alla SV, quale primo firmatario, con
preghiera di volerlo comunicare anche agli altri interessati, avverto
che la località definitivamente prescelta è stata quella
lungo il Rio Serezza. Con osservanza Il Presidente Bertini"
(Cart., Serie III - 52, cat.19 fasc.2 aff.17) Effettivamente
la Via Crucis, benchè luogo ameno e meditativo, mal si prestava
ad una celebrazione visibile dei morti, vista la sua perifericità
e l'impervia salita di accesso.
Anche nelle frazioni le proposte dei vari sottocomitati non coincisero
sempre con le intenzioni del Comitato vicarese, che più volte
si trovò a dissentire dalle scelte dei sottocomitati: ad esempio
il 26 marzo 1923 fu dato parere negativo sia a San Giovanni che a Cucigliana,
che avevano chiesto di realizzare il parco all’interno dei rispettivi
recinti scolastici, giustificando tale diniego: "in considerazione
che i Parchi della Rimembranza devono essere in località accessibile
a tutti e che quindi mal si presta il recinto delle scuole anche perchè
le piante crescendo toglierebbero la necessaria luce alle varie aule
scolastiche" (Carteggio, Serie III - 52, cat.19 fasc.2
aff.17) e proponendo invece altre dislocazioni. Anche Caprona
aveva esposto il suo desiderio di utilizzare la scuola come sede del
Parco (foto)
e ricevette il medesimo diniego, dal quale sfociò una polemica
con il Comitato.
I comitati locali non furono d'accordo con le sedi suggerite da Vicopisano,e
più volte provarono a convincere il Comitato della bontà
della loro proposta: ad esempio il 4 aprile San Giovanni inoltrò
una nuova richiesta per la concessione della scuola, per essere "...
il cimitero di questa frazione in luogo lontano dall'abitato e poco
frequentato: quindi verrebbe in tal modo falsato il senso della Circ.
Minist. che voleva istituiti i Parchi in luoghi centrali od in Pubblici
Passeggi per ricordare ad ogni ora il sacrificio dei fratelli caduti
per la grande guerra" (Cart, Serie III - 52, cat.19
fasc.2 aff.17) alla quale fu risposto nuovamente in maniera
negativa il 20 aprile 1923 .
Fra i tanti problemi di dislocazione dei parchi, ci fu anche chi riuscì
a trovare una sede consona ed infatti ad Uliveto Terme il 17 giugno
del 1923 (foto)
fu inaugurato il primo Parco nel quale furono piantate le 45 piante
già richieste a suo tempo.
Pur non conoscendo la data esatta è probabile che nel corso
dei primi mesi del 1924, anche la frazione di Lugnano vide realizzato
il proprio parco, come si può desumere da un documento del 18
dicembre 1923 "Ill.mo Sig. Ugo Guelfi orticultore Navacchio
Prego la S.V. tenere a disposizione di questa amministrazione n.10 lecci
da servire per il Parco della Rimembranza in Lugnano frazione di q.to
Comune. Attendo assicurazione in merito. Con osservanza Il sindaco Bertini"
(Cart., Serie III - 52, cat.19 fasc.2 aff.17).
Intanto, nelle altre frazioni, il dibattito tra comitato e sottocomitati
sulla questione della esatta localizzazione dei parchi, si protrasse
ancora per tutto il 1924, sino all'11 dicembre quando fu dato finalmente
un parere favorevole alla realizzazione del Parco di Caprona all'interno
del recinto della scuola (è quindi probabile che anche San Giovanni
e Cucigliana avessero ricevuto lo stesso assenso). Dalla risposta del
Comitato vicarese è evidente il clima di scontro che si era generato,
visto che il giudizio positivo "non é stato causato
dalle minaccie [sic] contenute nella suddetta nota ché neppure
si raccolgono ma bensì per un doveroso riguardo verso i fratelli
che immolarono la Vita per una più grande Italia" (Cart.,
Serie III - 57, cat.19 fasc.4 aff.54)
Il problema della localizzazione si era quindi risolto ed infatti nel
1925 la maggior parte dei centri del Comune di Vicopisano ebbero realizzato
il proprio Parco della Rimembranza: all'interno del Carteggio,
Serie III - 62, cat.19 fasc.4 aff.48 relativo all' anno 1925
sono conservati i documenti relativi a questa fase, tra i quali citiamo
quelli relativi al Comitato di Cucigliana, che in data 14 aprile 1925
si rivolge al Comitato vicarese "allo scopo di completare i
lavori della nuova piazza dell'erigendo Monumento e Parco della Rimembranza
[si richiede] il contributo in danaro, le stecche in legno ed il
pagamento degli alberi". Nel corso del giugno dello stesso
anno vennero inaugurati due Parchi: quello di San Giovanni alla
Vena (forse il 14 giugno, contemporaneamente al Monumento ai
caduti) e quello di Cucigliana (28 giugno). Addirittura
entrambi i centri erano stati dotati di un monumento marmoreo, che con
tutta probabilità è quello che ancora adesso può
essere osservato in entrambe le località.
Dalla richiesta che il Sindaco Bertini effettuò alla Societá
Ligure Toscana di Elettricitá si deduce che effettivamente il
parco di San Giovanni fu poi realizzato nelle immediate vicinanze della
scuola (se non proprio al suo interno, come era nei desideri del Comitato
sangiovannese). Il 3 giugno 1925 il Sindaco richiede l'"attacco
alla conduttura luce elettrica delle due lampade poste di fianco al
Monumento che Domenica prossima 14 cad.te verrà inaugurato in
San Giovanni alla Vena [...] monumento ai Gloriosi suoi figli
Caduti per la Grandezza della Patria". Più in particolare
si richiede di illuminare "l'edificio scolastico ed il Parco della
Rimembranza adiacenti al monumento con lampadine elettriche".
Anche il Parco della Rimembranza di Vicopisano fu inaugurato nel corso
del 1925, anche se con tutta probabilità era già stato
realizzato nel 1924, con precisione tra l'8 novembre, giorno in cui
fu data comunicazione alla Direzione dell'Istituto Forestale di Firenze
dell'arrivo di 60 piantine di cipresso ed il 29 novembre, quando si
registra un ringraziamento delle maestre all'Amministrazione Comunale
per la "Festa degli Alberi", probabilmente relativa alla data
di piantumazione delle piantine . Ma in un documento del 1925 si afferma
che il Comitato vicarese provvederà "... nel prossimo
mese di Novembre alla inaugurazione del Parco della Rimembranza"
. (Cart., Serie III - 62, cat.19 fasc.4 aff.48 - 19 settembre
1925)
La maggior parte dei centri del Comune di Vicopisano possedevano adesso,
con la fine del 1925, il proprio Parco della Rimembranza; addirittura
San Giovanni e Cucigliana erano andati oltre il semplice Parco e avevano
inaugurato due monumenti in marmo. Effettivamente già da tempo
si era diffusa l'idea di arricchire i Parchi, tutto sommato strutture
semplici e di facile realizzazione, con un qualcosa di più duraturo
che eternasse la memoria dei caduti. Ecco che l'idea della realizzazione
di un monumento marmoreo era divenuta la tappa successiva del lavoro
dei vari comitati: come abbiamo visto a Vicopisano già nel 1923
si era manifestata questa volontà ; ma ad esempio il Comitato
di Caprona, il 6 aprile 1925 dichiarò di essere "venuto
nella determinazione di erigere anche un ricordo nella pietra o nel
marmo per i gloriosi caduti" (Cart., Serie III - 62,
cat.19 fasc.4 aff.48)e perciò chiese un sussidio.
Sarebbe lungo seguire lo sviluppo dettagliato dei problemi relativi
all'erezione dei monumenti; a titolo di riassunto si cita un documento
del 1927 dove il Prefetto richiede ai vari Podestà della Provincia
se, nei Comuni da loro amministrati, sia stato eretto o meno un monumento
ai caduti, o se siano in corso iniziative per la sua erezione, quali
somme siano state raccolte e a cosa sono state destinate. La risposta
del 26 aprile, sintetizza la situazione nell’intero Comune: "In
evasione alla nota sudd.a, significo che nelle frazioni di San Giovanni
e Cucigliana sono già stati eretti ed inaugurati i Monumenti
ai Caduti. In q.to Capoluogo ed in Uliveto invece sono già pronti
ed i rispettivi Comitati attendono il permesso per la respettiva inaugurazione.
In Caprona poi é già pronta una lapide che ricorda i caduti,
e verrà messa a posto appena sarà determinata la data
di inaugurazione. Alle spese dei Monumenti di Vicopisano ed Uliveto
ed alla lapide di Caprona é stato fatto fronte con i fondi raccolti
dai Comitati. Non mi consta che ... nelle altre frazioni Comitati che
abbiano iniziate pratiche e raccolta norme per erezione di Monumenti
o ricordi marmorei". (Cart., Serie III - 74, cat.19
fasc.1 aff.13).
Il monumento di Vicopisano fu inaugurato il 10 luglio del 1927 (foto),
mentre quello di Uliveto ricevette il suo battesimo il 6 novembre dello
stesso anno. Entrambe le inaugurazioni furono precedute da una serie
infinita di disdette, da parte di autorità varie, per la cerimonia
dell'inaugurazione: oramai lo slancio emozionale della celebrazione
della Prima Guerra Mondiale era terminato.
Ed è lo stesso Mussolini che già l'anno prima aveva fotografato
questa situazione, quando, con un telegramma indirizzato ai Prefetti,
sanciva con la consueta lapidarietà "Periodo cerimonie,
inaugurazioni, festeggiamenti é finito. Nazione deve lavorare
tranquillamente e con senso di rigida economia". (Cart.
1926-1927, Serie III - 68, cat.19 fasc.1 aff.11 - 9 dicembre 1926)
Ma la vera ragione di questo disimpegno è che il fascismo era
oramai solidamente al potere, le leggi fascistissime avevano sciolto
le amministrazioni locali e ridotto le libertà personali a semplice
teoria; il consenso adesso era ottenuto con mezzi ben più persuasivi
del semplice ricordo dei caduti.
La Prima Guerra Mondiale era già stata adeguatamente celebrata,
ancora qualche anno ed altri caduti si sarebbero dovuti ricordare...