UN' ALLUVIONE DEL '500: L'ALLUVIONE DELL'ARNO
DEL 1557 NEL VICARIATO DI VICOPISANO
trascrizione di FILIPPO MORI
Viene quì trascritta la relazione che il Vicario
di Vicopisano spedì al Granduca per riferirgli della disastrosa
alluvione che aveva colpito il Vicariato nei giorni successivi al 12
Settembre 1557.
La relazione è ancora più interessante proprio
perchè, per la gravità del fatto, il Vicario abbandona
i toni lapidari ed uffciali che caratterizzavano i rapporti tra la periferia
ed il centro del Granducato, e si lascia andare a considerazioni personali,
motivo per cui traspare l'aspetto più umano e terrificante dell'alluvione
e non ci si limita alla consueta stima dei danni materiali.
Il.mo
mancherei troppo al'altezza di v.e.i. et al obligo et ofitio mio sio
non le desse, con quella brevitá ch'io potró maggiore,
particulare ragguaglio de la grandissima et tempestosa pioggia et degli
insoliti et inauditi effetti, che per cagione di quella sono ai passati
giorni, con grandissima meraviglia et danno di ciascuno, in questo vicariato
seguiti.
Dico adunque che il sabato che fummo a li XI di settembre [1557], si
vidde tramontare il sole con uno denso et oscuro nugolo per la parte
sinistra, che a guisa di uno monticello sempre gli era acanto, et pareva
che alcune volte crescessi alcune scemassi et che spesso facessi cenno
di rovinare, il che non solo suole essere manifesto segno di lunga et
grossa pioggia ma di spessi baleni, di grandissimi tuoni, et di spaventose
saette.
Veddesi anchora la medesima sera, circha a hore tre di
notte, uscire dell'orizzonte la luna di tale sorte rossa et con alcune
macchie nere nel mezzo che piu auno acceso fuoco ch'a se stessa si assomigliava,
il quale focoso rossore insieme con tre larghi et bianchegianti cerchi
che d'ognintorno la cignievano, sogliono similmente minacciare estraordinaria
et subita pioggia, con grandissima tempesta.
La onde poi, a hore cinque di notte, in sul punto del mezzo quadrato
de la luna, ch'allora si trovava nel segno di aquario, in uno subito
si cambió il tempo, con tanta furia d'accqua ch'il cielo spargeva
et con tanti baleni et con si grande strepito, et spaventoso romore
di tuoni e di saette ch'io tengo per cosa certissima, che da molti et
molti anni in qua, non sia mai stata veduta ne sentita in terra la maggiore
ne la piú crudele ne la piú horribile fortuna che questa.
Et incominciandosi il giorno, quando si pensava che con il favore dell'aurora,
tale furiosa tempesta allontanasse, parve che la luce del giorno gli
porgessi molto maggior favore.
Conciò sia che la Piova, i Baleni, i Tuoni et
le saette raddoppiasseno le forze loro, accrescendo tanto timore et
tanto spavento a le persone, che chi si fusse quel giorno potuto assicurare
della vita, gli sarebbe parso havere guadagnato piú assai. Et
cosí seguí tale fortuna tutto il dì de la Domenica
et la notte sino a lunedì mattina a levare del Sole; che si allargó
et sollevó in poco tempo, et non per ciò cessò
la pioggia; ma seguì lentamente sino a mezzo giorno; alla quale
hora si rabussò l'aria et venne unaltra tempesta con grandissima
furia d'Accqua spinta da ponente, et da maestro molto maggiore et piú
horribile che l'altra.Et fu tale piova tanto impetuosa e densa che non
si vedeva ne Cielo, ne Aria, ne Terra, anzi come in una oscura et folta
Nebbia si offuscarono di tal sorte gli occhi a riguardanti, ch'altro
non vedevano che il colore el lo spessegiare dell'Acqua che dal Cielo
con medesimi continuamente cadeva.
Et così il tempo horribile et spaventoso seguì
tutto il resto del giorno et la notte sequente sino al martedì
mattina a hore XI che si rasserenò et fece il tempo bellissimo.
Ma non perciò fu tanto grande il contento et l'alegrezza, che
per essere cessata tale Tempesta hebbe ciascuno; che non fusse molto
maggiore lo spavento et il timore ch'hebbono le persone, per vedere
tutto il paese coperto di altissime et furiose acque che da levante
verso ponente impetuosamente et senza alcuno ritegno sbarbando rovinando
et tirandosi drieto ciò che si li parava davanti. Vedevasi sopra
l'Accqua grandissime quantità d'ogni sorte: Arbori et Travi,
et Botte, et Tini et Letti, et altre cose simili pure assai et Bestie
di diverse maniere morte et vive che contro loro volere ubidivano al
veloce corso dell'Accque.
Vedevansi anchora alcuni huomini parte mossi da pietá
et parte da me ordinati che andavano con i navicelli hora aquesta hora
aquella casa o soccorendo e confortando quelli che per tema di non annegare,
non havendo altro rimedio migliore si erano ne le più alte parti
de le loro povere case ritirati, i quali quasi avisandosi che la ultima
hora fussi venuta havevano sì come le persone le loro cose messe
in abandono et pochissimi furono coloro che tali cose vedevano de quali
non si sentisseno pietosi, puniti da amare lagrime acompagnati.
Et era cosa non certamente punto mancho compassionevole che meravigliosa
et stupenda avedere et considerare sì grande paese, che tre giorni
innanzi si vedeva coperto di migli, di panichi, di saggine, di vigne,
di Arbori, di herbbe et d'altre cose simili, tutto da luno monte a laltro
inondato da le impetuose acque, di tale sorte alte, che senza difficultá
alcuna si poteva con i barchini atraversare dal monte di Lari sino nel
Lago di Bientina che con Arno si era congiunto. Et acciò che
ogni minima cosa di tanti passati pericoli et di tante miserie e di
siffatti travagli, per tale diluvio in questo paese avenuti, piú
ricercando non vada, che venga adiscorrere particularmente i grandissimi
danni in questo Vicariato seguiti.
Dico che essendo il mercoledì mattina in su lo
schiarare del giorno venuta l'acqua al colmo di la sua maggiore altezza
cominció di poi a hore XIII a scemare, et seguitò di tale
maniera ch'il giovedì due hore avanti il tramontare del sole,
Arno era quasi con il solito corso ritornato nel suo ordinario letto.
Hora qui cominciarono i dolorosi affanni conciò
sia che, essendosi partite le acque et rimasto tutto il paese scoperto,
si sentivono et vedevono manifestamente i danni di ciascuno, i quali
acciò che v.s.i. si habbia piena et vera notitia ordinatamente
qui di sotto rassumeró.
Bientina. La quale altra maggiore entrata non ha che
quella che i suoi habitatori giornalmente con loro fatiche et con la
loro industria cavano del'acqua, è stata questa volta grandemente
dall'acqua dannificata. Con ció sia che oltre al essere per tutto
il Castello alzata braccia tre in circha ha coperto le vigne et tolto
300 some di vino, ha molle 400 some di grano et grasce che era il seme
per quello anno, che non sene seminerá la metá, ha coperto
di rena circha staiora 500 di terreno che non é più buono
per seminare. Ha bagnato migli panichi saggine strame et fatti tanti
simili danni che calcolati tutti fanno la somma di scudi 500
Buti non si lamenta come Bientina d'Arno, ma de la
gran furia d'acqua che piovendo gli venne adosso. La quale non solo
ruppe tre ponti, riempié le gore, spezzó tutte le ruote
di X mulini che più non ve ne sono, ma rovinó del tutto
una fabrica da fare il ferro et uno mulino et ghora che hebbono danno
assai sbarbó alberi guastó de le biade et fece tanto danno
ch'ascende a la somma di scudi …
Monte Magno similmente ha patito piú assai
per le accque che a fossati li spinsono adosso per il che ni sono rovinate
tre case sono rovinati alberi vite perduti i fieni tale ch'il peggioramento
suo é di scudi …
Val di calci con i suoi habitatori vedendosi venire
rosso da monti circumvicini sì ... di limo d'acqua pensarono
che quella valle con ció che vi era sopra sprofondasse. Sono
in su quello rio 48 mulini che fanno 75 palmenti sonvi … frantoi
da olio de quali edifizi ne rovinó uno […] hanno hauto
danno per essere rotte le stecchaie ripiene le gore spezzate le ruote
et per altre simili cose ha hauto danni di strame di alberi rovinati
di terre portate via Tanto che il danno monta scudi …
Lugnano et Noce che é uno commune medesimo
hebbeno da luna contro Arno che inundó tutto il piano, da l'altro
il monte de la verrucola dal quale venne tanta d'accqua et si grande
quantitá di grandissimi massi et altre pietre che hanno rovinati
molti uliveti et coperto le vigne di sorte che non ne si vede vestigio
alcuno di viti et fatto molti danni et a suoi Cittadini pisani ha rovinato
del tutto tre belle possessioni che calculato il tutto si stima il danno
a scudi 2500.
Uliveto e Caprona che similmente é un comune
ha patito grandemente per essere ite le viti sotto l acque che ha tolto
some 200 di vino per essersi bagnato similmente di biade sacha 220 circa
et per essere ito male calcina et altre lavori di fornace che calculando
il tutto fa la somma di scudi 350
San Giovanni allavena per essere piú verso? adarno é stato
molto dannificato con ció sia che le vigne sono restate sotto
la ... et é ito male some 400 di vino sono ancora soterate sacha
800 di piú sorte biade e si é mollo circa sacha 100 di
grano per seminare ha portato via l'acqua una quantitá grande
di legname per fornace e guasto molti lavori di pentolai e fatto altri
danni di strami di arbori e terre si talché il danno ascende
alla somma scudi 2000.
Vico se non fussi stato fondato in su i massi in
luogo rilevato era forza che andassi sotto perché il corso dell'acqua
lo percoteva tutto dalla parte di levante di modo che ha fatto grandissimo
danno con ció sia che ha rovinato mura di Horti e case ha soterato
biade di piú sorte saccha 200 bagnato grano da seme saccha 100
sotterate tutte le vigne tal che é ito male some 500 di vino
sono ite male ancora staiora 500 di terre che sono divenute renai sono
ite male circa capi 30 di bestie minute e strami e altre cose tali che
é reputando ... il danno in la somma in tutto di scudi 1300.
[continua con il computo dei danni di tutto il vicariato, soprattutto
per Pontedera e Cascina]
Le quali sopranarrate rovine et danni et miserie se dagli occhi di
molti et da miei non fussino state vedute, appena ch'io ardirei di crederlo
non che descriverlo a v.e.i. Et per non infastidire piú quella
[v.e.i cancellato] con lamentarmi tanto tra tanti travagli et tra tante
angustie et tra tante afflitioni ....oggendo fo fine Bene humilmente
La supplico che mi perdoni sio havessi trascurate alcuna cosa imperó
che sí come a uno sollecito et diligente cacciatore, cacciando
inuna grandissima selva si apartiene di pigliar et piglia la maggiore
parte [molte cancellato] fiere non viene perció incolpato se
non le piglia tutte. Cosí io mi sono sforzato usando sollecitudine
et ogni diligentia di dirne ... a la e.v.i. la maggiore parte degli
effetti di questo grandissimo Diluvio.
[...]
Bientina ha danno di
Grano bagnato sacca 115 scudi 172
Vino che non si e potuto vendemmiare some 270 scudi 135
Biade che sono andate male sacha 220 scudi 73
Terre andate amale staiora 80 scudi
Peschagione ito male scudi 50
Olio uno barili scudi 2
Buti
Fabbricha case mulina e ... in tutto e parte rovinate scudi 799
Terre gelsi ulive vigne e case menate via scudi 554
Pozi 3 ruinati affatto scudi 150
Robba menata via scudi 19
Montemagno
Terre arbori et vigne et ulivi menati via scudi 561
Case rovinate sc.190,
... dei mulini sc.15
Calci
Mulini et ruine de muri sc.953
Terre vigne et arbori andato a male sc.991
Case ruinate in tutte e parte sc.504
Grano et biade bagnate et andato a male sc.172
Bestie andate male sc.25
Uliveto e Caprona
Grano ito male sacha 40 sc.
Vino ito male some 160 sc.
Biade ite male saccha 180 sc.
Lavori di fornace et arberi et altre cose ite male sc.70
Lugnano et Noce
mura ruinate sc.
Terre ite male et ricoperti di saxi et arbori menati via sc.
Grani et biade ite male e bugni dape? morte sc.
In tutto di scudi 600
S. Giovanni alla vena
Grano ito male saccha 40? sc.
Biade saccha 713 sc.
Case e molini rovinati 8 sc. 800
Lavori di pentolai e altri fr... e legnami ite male sc. 200 ...
Vico
Grani bagnati e iti male sacca 100 sc.
Vino ito male some 500 sc.
Biade ite mal sacca 1220 sc.
Strami ... 800 sc.
Bestie ite male sc.
Danno dato a case e muri rovinati sc. 500
Terre ite via e rovinate staiora 500